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Rassegna stampa

Musulmani francesi preoccupati dal voto di domenica

Rassegna Stampa: notizie e commenti dall'Italia e dall'estero

Dalla stampa italiana

 

 

Su La Stampa Marta Ottaviani intervista la scrittrice Asli Erdogan, che descrive la Turchia come "un Paese dove la democrazia è morta e dove nei prossimi mesi la libertà di stampa e i diritti fondamentali sono destinati a subire ulteriori riduzioni".

 

 

Nel suo primo viaggio presidenziale Donald Trump si recherà in Arabia Saudita, poi in Israele, Palestina e Roma, dove incontrerà anche Papa Francesco. Secondo Repubblica la scelta delle destinazioni mostra l'urgenza di "correggere un'immagine sbagliata dei suoi rapporti con l'Islam; di saldare un fronte unito anti-Iran e anti-terrorismo" oltre alla "pretesa di rilanciare il processo di pace tra israeliani e palestinesi".

 

 

Luca Geronico su Avvenire analizza l'accordo raggiunto ad Astana per creare delle zone cuscinetto in Siria: si tratta di "un cavallo di Troia politico: la scelta delle aree e la ricollocazione dei rifugiati, non potrà che aderire a una spartizione in base ad appartenenze etnico-confessionali", che porterà a una "suddivisione [del Paese] in aree di influenza".

 

 

Dalla stampa francofona

 

 

Le elezioni presidenziali francesi hanno fatto emergere all'interno della comunità musulmana un dibattito sulla liceità del voto in un Paese non musulmano. Su tale questione molte figure autorevoli della comunità francese e di quella internazionale hanno detto la loro (L'Orient le Jour).

 

 

Ieri in Algeria sono state aperte le urne per le elezioni legislative. In attesa dei risultati, Le Point pubblica un primo resoconto della giornata di voto, di cui la scarsa affluenza degli elettori era già annunciata da tempo.

 

 

La Croix pubblica un'intervista al gesuita Ziad Hilal, prete ad Aleppo, che lancia il suo messaggio di speranza in attesa della fine della guerra in Siria.

 

 

La monarchia saudita, mentore ideologico e finanziatore di al-Qaeda e dello Stato Islamico, si mostra adesso apertamente schierata contro queste organizzazioni. Géopolis, con uno sguardo al passato, fa un'analisi dei rapporti tra l'Arabia Saudita e i militanti fondamentalisti che la abitano.

 

 

Dalla stampa anglofona

 

 

La Francia si prepara a votare alle presidenziali di domenica. I musulmani sono preoccupati dalla candidatura di Marine Le Pen, nel mezzo di un dibattito acceso su Islam francese e identità nazionale, scrive il Guardian.

 

 

Molti esperti considerano questa elezione francese la più importante dell'anno, perché potrebbe essere legata al futuro dell'Europa in seguito al rafforzamento dei populismi, alla Brexit, all'elezione di Trump in America, scrive Morocco Wolrd News ricordando anche il dibattito su integrazione, immigrazione, identità nazionale e terrorismo.

 

 

Come sarebbe una Francia governata da Marine Le Pene. A Hénin-Beaumont, un sindaco del Fronte Nazionale, Steeve Briois, ha in realtà usato metodi diversi e più moderati rispetto alla retorica lepenista, anche nelle relazioni con la comunità musulmana locale, racconta il Washington Post.

 

 

Reuters spiega il voto algerino di ieri, tra preoccupazioni per l'apatia della popolazione nei confronti di queste elezioni legislative e una crisi economica legata al calo del prezzo del greggio.

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