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Religione e società

Oasis ad Amman: gente curiosa di mondo

Era una giornata luminosa quella che ha aperto l'incontro di Oasis ad Amman lo scorso giugno. Oltre 70 persone di ogni nazionalità riunite da ogni dove per tre giorni di lavoro sulla libertà religiosa. Ma prima dei lavori e delle discussioni formali i partecipanti hanno potuto vivere una giornata insieme visitando alcuni luoghi carichi di storia del Paese ospite: Nebo, Madaba e Geras. Un'escursione che è diventata spunto per la conoscenza reciproca e per conversazioni personali che hanno contribuito a creare un clima di amicizia e curiosità.

 

 

 

Nell'autobus che ci portava nelle varie località ha preso posto vicino a me il cardinale Angelo Scola, il fondatore di Oasis. Mi ha chiesto dell'Indonesia, dei problemi principali, del governo e del suo rapporto con le religioni, delle scuole cattoliche che accolgono studenti musulmani, così come l'università di teologia e filosofia che conta molti studenti musulmani… E' lì, nella curiosità che mostrava nel pormi domande sul mio Paese, e nel trovarmi a raccontare dei rapporti tra le minoranze e maggioranze, della vita dei cristiani, della concreta possibilità di conversione dall'islam al cattolicesimo e viceversa, che di fatto sono iniziati i lavori di Oasis. Lì ho capito il senso stesso di questo centro di studi internazionale: una rete di persone che nel mondo, a partire dalla diverse esperienze, esponendosi con tutta la loro persona e curiosità, promuovono la reciproca conoscenza tra culture, religioni e paesi, ma mettendo in gioco prima di tutto se stessi e cercando di andare oltre i luoghi comuni, le notizie superficiali o pregiudizi che girano, per esempio, a proposito del mio Paese, l'Indonesia. Certo, nel mio arcipelago accadono fatti drammatici, scontri e violenze, ma non posso ignorare il fatto che tra coloro che difendono le chiese cristiane ci sono musulmani moderati.

 

 

 

Non si doveva parlare di spirito di tolleranza o pluralismo ad Amman, ma di libertà religiosa, tema più profondo e complesso.

 

Quando il cardinale ha "intervistato" me - che sono un giornalista! - ho avuto la possibilità di entrare di fatto nel tema dei lavori ed è stato un momento davvero arricchente per cogliere il senso di Oasis come soggetto comunitario.

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