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Medio Oriente e Africa

Perché così tanto fervore per Gaza e così poco per la Siria?

Nove persone, tra accademici e giornalisti, rispondono al perché il conflitto israelo-palestinese suscita reazioni nell'opinione pubblica, molto più di altri conflitti.

Ultimo aggiornamento: 06/02/2018 10:55:50

1. La culla delle tre religioni monoteiste, Charles Enderlin, corrispondente di France 2 a Gerusalemme.

 

 

 

 

 

2. Siamo noi ad essere laggiù, Eric Hazan, scrittore ed editore, sostiene l'idea di uno stato comune in Palestina.

 

 

 

 

 

3. Le autorità palestinesi lasciano lavorare i giornalisti, Jean-Jacques Patry, direttore del master Sociologia dei conflitti all'Istituto Cattolico di Parigi.

 

 

 

 

 

4. Israele è l'economia più sviluppata della regione, Gabriel Achkar, ex imprenditore di import-export in Libano.

 

 

 

 

 

5. In Siria non è possibile usare il semplice schema dominanti/dominati, Dominique Avon, direttore del dipartimento di storia dell'università del Maine.

 

 

 

 

 

6. La causa che permette di opporsi all'imperialismo, François Burgat, direttore di ricerca all'istituto di ricerche e studi sul mondo arabo e musulmano.

 

 

 

 

 

7. Un conflitto coloniale dopo le decolonizzazioni, Maximilien Le Roy, autore delle vignette « Palestine, dans quel Etat ? » e « Faire le mur ».

 

 

 

 

 

8. Un popolo trattato ingiustamente dall'Occidente, Alain Hajjaj, sindaco PCF di La Verrière (Yvelines). 9. Ci troviamo nella "informazione-emozione", Antoine Sfeir, direttore del Cahiers de l’Orient.

 

 

 

 

 

Per leggere la versione integrale in francese, clicca qui.

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