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Rassegna stampa

Rassegna stampa del 10 gennaio 2017

Notizie e commenti dall'Italia e dall'estero

Dalla stampa italiana

 

 

Avvenire pubblica una sintesi di Stefania Falasca del discorso di papa Francesco agli ambasciatori dei Paesi accreditati presso la Santa Sede. Il Papa ha affrontato alcuni temi cari al suo magistero: l'immigrazione, il Medio Oriente, la necessità del dialogo.

 

 

Il ministro degli Interni Marco Minniti, da Tripoli, ha annunciato un accordo con la Libia di Fayez Serraj per combattere insieme gli scafisti, il terrorismo e "tutti i traffici illeciti, dalla droga agli idrocarburi" (La Stampa). Vincenzo Nigro su Repubblica sottolinea il peso politico del breve viaggio di Minniti, che ha voluto esprimere in modo evidente il sostegno italiano al governo di Serraj. Il sostegno si manifesta anche con la riapertura dell'ambasciata italiana a Tripoli.

 

 

La Digos ha individuato a Roma un uomo che avrebbe cercato di far avvicinare ad Ansar Al-Sharia, organizzazione terroristica libica legata ad Al Qaeda, alcuni detenuti che con lui condividevano la cella (Il Sole 24 Ore).

 

 

Dalla stampa francofona

 

 

Dopo lo smantellamento dei campi profughi in alcune zone di Parigi, il problema ritorna nella capitale francese. Questa volta, scrive Le Monde, diverse associazioni che tutelano i rifugiati si stanno mobilitando per la loro salvaguardia.

 

 

Il giornalista turco Samim Akgönül spiega uno dei nodi cruciali della politica estera turca oggi: la crisi siriana (Orient XXI).

 

 

Slate si domanda come il terrorismo mini i sistemi democratici. Antoine Hasday sostiene che una giustizia che affronta il problema di attentati ed estremismo potrebbe mettere a rischio la tutela delle libertà che sono il fulcro della democrazia.

 

 

Un racconto in prima persona del Natale ad Aleppo. Fabienne Blineau riporta su L'Orient le Jour ciò che ha vissuto nella città da poco ripresa dall'esercito siriano, ma che vive ancora la paura di una fragile pace.

 

 

Dalla stampa anglofona

 

 

Un editoriale del New York Times si concentra sulla morte di Hashemi Rafsanjani: secondo il quotidiano americano la morte dell'ex presidente iraniano aggiunge ulteriore incertezza sul futuro dei rapporti tra la Repubblica Islamica e gli Stati Uniti.

 

 

La morte di Rafsanjani ha immediatamente ravvivato il dibattito intorno a come potrebbero evolvere le alleanze per l'elezione di una nuova Guida suprema. Saeed Kamali Dehghan sul Guardian ipotizza un ruolo da favorito per Ebrahim Raisi, nominato pochi mesi fa da Khamenei alla guida della fondazione Astan Quds Razavi.

 

 

Un'intervista rilasciata da un generale giordano alla BBC a fine dicembre ha generato molto scandalo. Non soltanto perché è un raro evento che un membro dell'esercito di Amman rilasci un'intervista a un media, ma anche per il contenuto. Su Al-Monitor, Osama al-Sharif spiega quali sono i punti critici tra le parole del Generale.

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