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Rassegna stampa

Rassegna stampa del 12 dicembre 2016

Notizie e commenti dall'Italia e dall'estero

Dalla stampa italiana

 

 

Sono almeno venticinque, secondo l’ultimo bilancio fornito dalle forze di sicurezza egiziane, le vittime dell’attentato che ieri mattina ha colpito la chiesa di San Pietro, edificio adiacente alla cattedrale copta di San Marco, nel quartiere di al Abassiya al Cairo (Il Foglio).

 

 

Attacchi terroristici a Istanbul hanno provocato più di 40 morti alla fine della partita Besiktas-Bursapor. Erdogan ha assicurato che i mandanti e gli autori della duplice strage di Istanbul "pagheranno un alto prezzo" e ha riaffermato l'impegno a combattere ogni forma di terrorismo, scrive Alberto Negri sul Sole 24 Ore. Repubblica riporta che 118 esponenti del partito Democratico del popolo, filo-curdo (Hdp), sono stati arrestati in Turchia dopo l'attentato, rivendicato dal gruppo curdo Tak.

 

 

Riccardo Redaelli su Avvenire analizza le diverse politiche che sottostanno alle battaglie di Aleppo e Mosul: il governo di Baghdad, seppur in maniera goffa, cerca di riconquistare Mosul garantendo un futuro per la città. Assad al contrario sembra utilizzare solamente la forza bruta.

 

 

Giordano Stabile su La Stampa spiega come è avvenuta la riconquista di Palmira da parte di Isis. Si attende ora la controffensiva dell'esercito siriano, coadiuvato dagli Hezbollah libanesi e dai "consiglieri" militari russi.

 

 

Dalla stampa francofona

 

 

Lo Stato Islamico ha riconquistato la città di Palmira, liberata nei mesi scorsi dall'esercito governativo di Assad e dalle truppe di Mosca. Tuttavia, sottolinea L'Obs, la "guerra si gioca altrove": il destino della Siria si vedrà piuttosto ad Aleppo.

 

 

Domenica 11 dicembre, l'Egitto è stato scosso da un violento attentato contro una chiesa copta ortodossa durante una celebrazione. L'esplosione ha ucciso circa 25 persone, scrive Le Monde, che raccoglie testimonianze e riassume i recenti attentati contro i copti negli ultimi cinque anni.

 

 

Sono più di quaranta, invece, i morti di sabato scorso a Istanbul, quando un autobomba prima e un kamikaze poi sono esplosi vicino a uno stadio della città. L'Express riporta i fatti e aggiunge che, dopo la rivendicazione del gruppo curdo radicale Tak, il governo ha reagito arrestando un centinaio di membri del partito filo curdo Hdp, già nel mirino delle purghe di Ankara.

 

 

Gli abbonati a Le Figaro possono approfondire il tema dei finanziamenti alle comunità islamiche in Francia. Oggi, infatti, si riunisce per la terza volta "l'instance de dialogue avec l'islam".

 

 

Mohamed Tamalt, giornalista e blogger algerino, è morto in prigione in seguito a uno sciopero della fame, aggravato dal suo diabete. Il giornalista era stato arrestato per aver postato su Facebook un disegno diffamatore contro il governo di Algeri. Le Matin d'Algérie pubblica una forte critica contro il governo e coloro che sono stati a guardare senza fare nulla.

 

 

Dalla stampa anglofona

 

 

Al-Monitor riassume l'ultima settimana in Turchia. Mentre il governo di Ankara cerca di stringere i legami con quello di Mosca, la Turchia teme sempre più la costituzione di uno Stato curdo appena oltre il suo confine sud. Nella situazione turca, la questione curda, che ha visto come ultimo evento l'attentato di sabato a Istanbul, rimane il problema centrale.

 

 

Secondo quanto riporta questa mattina la BBC, prosegue l'avanzata dell'esercito siriano ad Aleppo. I ribelli sarebbero confinati in piccole aree, dopo aver perso il 90 percento dei territori controllati un mese fa.

 

 

In Siria, scrive Foreign Policy, si avvicina la battaglia per Raqqa, "capitale" del Califfato, e per questo gli Stati Uniti hanno inviato altri 200 operatori delle forze speciali a sostenere l'avanzata delle forze arabe e curde. I soldati sul terreno, sostiene il magazine americano, daranno al presidente eletto Donald Trump una maggiore varietà di opzioni per gestire il dossier siriano.

 

 

L'azienda americana Boeing ha annunciato un accordo da oltre 16 miliardi di dollari per la vendita di aerei all'Iran. Secondo quanto si legge sul New York Times, però, dall'azienda filtrano timori riguardo alle decisioni che la nuova amministrazione potrebbe prendere in merito all'accordo sul nucleare iraniano e alle sanzioni nei confronti di persone e aziende che operano con la Repubblica islamica.

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