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Rassegna stampa

Rassegna stampa del 12 maggio 2016

Notizie e commenti dall'Italia e dall'estero

Dalla stampa italiana

 

 

In Pakistan, le violenze sui cristiani sono all'ordine del giorno. Una lite, inizialmente banale, avvenuta a fine aprile, mostra la subordinazione delle minoranze, tra cui i cristiani, rispetto ai musulmani. Questa volta, riporta Avvenire, ha perso la vita un bambino di due anni.

 

 

Oltre al Brennero, sul confine tra Austria e Italia c'è un altro valico attraverso cui passano ogni giorno decine di migranti. Ma nel senso opposto. Vice News parla del paesino di Tarvisio, in provincia di Udine, che nei primi mesi dell'anno ha già visto passare circa tremila migranti.

 

 

"Il governo americano ha avvertito le autorità europee che il numero di combattenti stranieri che fanno regolarmente la spola tra Europa, Siria e Iraq è «senza precedenti» e a «livelli mai visti prima»" (Il Sole 24 Ore).

 

 

Dalla stampa francofona

 

 

La serie di attentati che ieri ha tolto la vita a poco meno di un centinaio di iracheni, nella città di Baghdad, è stato rivendicato dallo Stato Islamico. L'esplosione è avvenuta, scrive Le Point, nel quartiere a maggioranza sciita di Sadr City, in un momento in cui il conflitto settario, tra sunniti e sciiti, è particolarmente acceso.

 

 

La Tunisia è impegnata nella lotta al terrorismo all'interno dei suoi confini, spiega France 24. Ieri, nel corso di un'operazione, un kamikaze si è fatto esplodere uccidendo quattro poliziotti.

 

 

Giorno dopo giorno, è sempre più chiaro che l'accordo sui migranti tra Ankara e Bruxelles è molto fragile. L'Unione Europea, sostiene Les Echos, si sta rendendo conto che è necessaria una nuova politica migratoria al suo interno e, in Turchia, un maggiore rispetto degli impegni presi.

 

 

Contestualmente alle elezioni amministrative che si stanno svolgendo in Libano, L'Orient le Jour sottolinea l'importanza di definire in modo netto il confine tra il Paese dei cedri e la vicina Siria. L'obiettivo è stato anche richiamato dal Segretario generale dell'Onu, Ban Ki Moon.

 

 

Sébastien Boussois, Jeune Afrique, dipinge la crisi migratoria come un'ulteriore evidenza del "naufragio" delle relazioni Euromed. Prima che il Mediterraneo si tinga di rosso, dice, è necessario che entrambe le sponde si impegnino in un progetto comune in cui ciascuno faccia la sua parte per riallacciare buoni e arricchenti rapporti.

 

 

Sylvie Blanchet ha pubblicato su La Croix la storia di una famiglia di rifugiati.

 

 

A poche settimane dalla liberazione di Palmira, Le Parisien riporta oggi la notizia che la città sarebbe nuovamente accerchiata dallo Stato Islamico. Le forze del regime, di stanza a Palmira, hanno affermato che, nonostante Isis abbia tagliato una strada che la collega a Homs, ci sarebbero altre vie percorribili.

 

 

Dalla stampa anglofona

 

 

Il ministro degli Affari esteri del Kenya ha deciso, per motivi di sicurezza, di chiudere i suoi campi profughi. The Independent riporta che il ministro ha anche avvertito la Comunità Internazionale affinché si "prenda la responsabilità dei bisogni umanitari, che - altrimenti - aumenteranno fuori controllo".

 

 

Secondo il New York Times, l'unica speranza per una pace a lungo termine nelle regioni del Pakistan e dell'Afghanistan è riuscire a dialogare con le frange più moderate dei Talebani. A suo avviso, la chiave di questo può essere lo stesso Pakistan.

 

 

Il presidente del Parlamento europeo, Schulz, ha affermato che la Turchia non riuscirà a rispettare tutti i requisiti per ottenere l'eliminazione del visto Schengen per i suoi cittadini. Il Presidente turco, Erdogan, scrive Bianet, ha espresso disaccordo in particolare sulla revisione voluta dall'UE della legge Anti-terrorismo in Turchia.

 

 

Il Washington Post pubblica la storia di un medico di Aleppo, la cui più grande difficoltà non è tanto assistere i feriti dai bombardamenti, quanto l'angoscia per il proprio futuro e quello della propria famiglia.

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