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Rassegna stampa

Rassegna stampa del 14 luglio 2016

Notizie e commenti dall'Italia e dall'estero

Dalla stampa italiana

 

 

La Commissione europea ha approvato una proposta di revisione delle regole comunitarie in materia di asilo politico volta a introdurre criteri standard che evitino che i migranti possano scegliere tra un Paese dell'Unione e l'altro in cerca di condizioni migliori. Su Repubblica sono riassunti i termini della modifica.

 

 

La costruzione di nuovi luoghi di culto assegnati tramite bando comunale a Milano è bloccata da una legge di Regione Lombardia che, pur parzialmente bocciata dalla Corte Costituzionale, resta in vigore nel passaggio che impone l’approvazione comunale di un documento di tipo urbanistico con iter di approvazione lungo e complesso, simile ad un PGT. Simone Gorla su La Stampa racconta la rabbia delle comunità musulmane.

 

 

Secondo Roberto Bongiorni (Il Sole 24 Ore) la tregua firmata lunedì sera in Sud Sudan è a rischio: "il cessate il fuoco raggiunto lunedì sera non crea molte illusioni. E per quanto raggiunto sotto l’egida del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, appare sin da ora fragile, strappato all’ultimo minuto".

 

 

Secondo quanto affermato da Amaq, l'"agenzia di stampa" di Isis, Abu Omar al Shishani, uno dei principali capi militari dello Stato Islamico, sarebbe morto in un combattimento a Shirqat, 70 chilometri da Mosul (Corriere della Sera).

 

 

Dalla stampa anglofona

 

 

Partendo dal caso della giornalista anglo-libanese Liliane Daoud, Nour Youssef sul New York Times racconta una delle prassi con cui il presidente egiziano al-Sisi si libera dei suoi oppositori: sempre più spesso vengono espulsi dall'Egitto su ordine diretto del presidente.

 

 

Open Doors Germany, un'organizzazione cristiana attiva in Germania, ha intervistato 200 cristiani giunti nel Paese da Siria, Iraq e Afghanistan e sostiene che l'88 percento di loro ha subito soprusi da parte di altri migranti a causa della religione (Pri).

 

 

A Tripoli, Libia, ondata di proteste contro il governo di unità nazionale di Fayez Serraj, nel giorno (ieri) in cui è riuscito a raggiungere l'ufficio del primo ministro. The National spiega i motivi della protesta.

 

 

Boko Haram non è l'unico problema della Nigeria: secondo quanto riportato dal Guardian un gruppo di pastori nomadi ha intensificato gli attacchi nello stato del Benue, nel centro della Nigeria, provocando 80 morti solo nell'ultima settimana.

 

 

Dalla stampa francofona

 

 

Su L'Orient le Jour, Omar Ashour, Università di Exeter e Chatham House, ripercorre i passi dell'Egitto di Al-Sisi, dal colpo di Stato del 2013 a oggi. La critica che rivolge al regime militare è quella di aver aumentato le violenze nel Paese e il pericolo terrorismo.

 

 

Brahim Ghali è il nuovo segretario generale del Fronte Polisario, organizzazione politico-militare per la liberazione della regione del Sahara occidentale, ufficialmente parte del Marocco. Tel Quel racconta chi è.

 

 

Il numero di migranti morti nel Mar Mediterraneo dall'inizio del 2014 ha superato a giugno le 10000 unità. Le Monde racconta ai suoi abbonati come sono riconosciuti in Europa i migranti economici.

 

 

La Tunisia verso un governo di unità nazionale. In questi giorni è stato firmato dalle autorità politiche "l'Accordo di Cartagine", riporta Jeune Afrique, che potrebbe essere un passo avanti in un momento di crisi per la classe politica tunisina.

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