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Rassegna stampa

Rassegna stampa del 14 marzo 2017

Notizie e commenti dall'Italia e dall'estero

Dalla stampa italiana

 

 

Avvenire pubblica un'intervista di Fulvio Scaglione al presidente siriano Bashar Assad, che accusa l'Europa di avere aiutato i fondamentalisti.

 

 

Nonostante gli appelli di UE e NATO la tensione tra Olanda, Germania e Turchia continua a salire: Ankara ha vietato il rientro dell'ambasciatore olandese e Erdogan ha affermato che la cancelliera tedesca Angela Merkel "sostiene i terroristi" (Repubblica).

 

 

Commentando la crisi in atto tra Turchia e Olanda, Marco Bresolin su La Stampa spiega come la mossa del premier Rutte di bloccare i comizi di politici turchi è in realtà rivolta ai 16 milioni di elettori olandesi, tentati dal voto a Geert Wilders.

 

 

Secondo quanto riporta Giordano Stabile su La Stampa ci sarebbero truppe speciali russe al confine tra Egitto e Libia. La loro presenza è stata smentita da Mosca e dal Cairo e confermata invece dalla diplomazia americana.

 

 

Dalla stampa francofona

 

 

Secondo Le Figaro l'escalation di tensioni tra Ankara e l'Aja, a un mese dal referendum costituzionale in Turchia e a pochi giorni dalle elezioni in Olanda, rischia di introdurre il discorso islamo-nazionalista nella campagna elettorale costituzionale.

 

Lo sostiene anche l'agenzia di stampa governativa turca, Anadolu Ajansi, che riporta la denuncia dell'Unione degli Ulema Musulmani dello scandalo diplomatico con i Paesi Bassi.

 

 

La Corte di Giustizia dell'Unione Europea, con sede in Lussemburgo, si è pronunciata sul caso di due donne, una in Francia e una in Belgio, licenziate dal posto di lavoro perché indossavano il velo islamico (Le Monde).

 

 

Con il nuovo presidente Adama Barrow, il Gambia sembra essere uscito dalla dittatura. Questo evento, secondo Slate Afrique, potrebbe portare a un'inversione di tendenza del flusso migratorio in uscita dal Paese e riportare molti cittadini in patria.

 

 

Dalla stampa anglofona

 

 

Il Guardian racconta la storia di Ahmad Joudeh, il ballerino palestinese che insegnava danza agli orfani di Damasco e che ora fa parte del corpo di ballo nazionale olandese.

 

 

Conor Friedersdorf su The Atlantic critica la decisione di Donald Trump di aumentare l'impegno statunitense a fianco della coalizione guidata dai sauditi che sta combattendo in Yemen: "serve molto più alla famiglia reale saudita che agli interessi americani".

 

 

Patrick Kingsley sul New York Times sottolinea come Erdogan, contribuendo ad alzare il livello dello scontro con l'Europa, stia cercando di riunire i turchi contro un nemico esterno in vista del referendum. Secondo Soner Cagaptay queste tensioni non si fermeranno con le elezioni e, anzi, segnano il distacco turco dell'Europa.

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