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Rassegna stampa

Rassegna stampa del 14 novembre 2016

Notizie e commenti dall'Italia e dall'estero

Dalla stampa italiana

 

 

Come riporta Daniele Raineri su Il Foglio le tre capitali dello Stato Islamico - Sirte, Mosul e Raqqa - sono ormai assediate. L'inviato del Foglio espone i pro e i contro della strategia di Obama nella lotta a Isis.

 

 

L'esercito dell'Iraq annuncia di aver riconquistato Nimrud, l'antica città assira irachena finita sotto il controllo dell'Isis e il cui patrimonio archeologico era stato devastato dai jihadisti perché ritenuto un'eredità pagana (Repubblica).

 

 

Marco Impagliazzo su Avvenire ricorda l'anniversario appena trascorso della strage del Bataclan, a Parigi: "Nell’ultimo anno la convivenza tra uomini e donne di fedi diverse è sembrata più difficile. Ma se tanti hanno parlato di muri da erigere, tanti altri hanno lavorato per costruire ponti di rispetto e di dialogo", ha scritto il presidente della Comunità di Sant'Egidio.

 

 

Lucio Luca su Repubblica racconta le storie di alcuni italiani che stanno pian piano formando una "Little Italy" a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti.

 

 

Dalla stampa francofona

 

 

Non tutti sanno che la sharia, le legge islamica, è già ben avviata in un paese europeo, il Regno Unito. Sono diversi infatti i tribunali islamici che esercitano nel Paese della Brexit e ultimamente, riporta La Libre, sono stati oggetto di scandali e discussioni sulla discriminazione, in particolare delle donne.

 

 

A Reyhanli, sul confine tra Turchia e Siria, ha aperto le porte il primo centro di deradicalizzazione. Le Figaro - premium scrive che sono molti i disertori che in questi giorni stanno lasciando le fila dello Stato Islamico e che vengono radunati in questo centro.

 

 

La guerra in Iraq non si combatte soltanto contro lo Stato Islamico. I vari gruppi impegnati nella coalizione anti-Isis hanno diversi interessi e obiettivi e non saranno a lungo alleati. Le Monde riporta delle violenze dei curdi contro gli arabi.

 

 

Orient XXI pubblica oggi un approfondimento su come la Francia è coinvolta nel mercato delle armi e degli equipaggiamenti militari in Medio Oriente.

 

 

Dalla stampa anglofona

 

 

L'Egitto del generale Abdel Fattah Al-Sisi non è un luogo di convivenza pacifica. Lo dice Sudarsan Raghavan, Washington Post, che racconta le dispute sempre più violente tra cristiani e musulmani.

 

 

Sir Mark Sykes, l'uomo che ha creato il Medio Oriente. Il nipote del diplomatico riassume la biografia del nonno, descrivendo come veniva visto il Medio Oriente all'inizio del secolo scorso (The Guardian).

 

 

Un ufficiale della difesa degli Stati Uniti ha detto al The Daily Beast che Washington non è aggiornata su quanti prigionieri dello Stato Islamico abbia fatto l'offensiva contro Mosul. Nonostante i prigionieri possano essere una fonte di informazioni, l'intelligence americana ne ha potuti interrogare soltanto alcuni.

 

 

Sul sito Syria Comment Christina Lin, intervistata da Joshua Landis, spiega le preoccupazioni della Cina nei confronti della situazione in Siria: un maggiore attivismo cinese in Medio Oriente è dettato dalla volontà di sostenere chi combatte contro gli uiguri arruolati nel Turkistan Islamic Party e dalla necessità di mantenere aperto l'accesso alle risorse petrolifere.

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