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Rassegna stampa

Rassegna stampa del 14 settembre 2016

Notizie e commenti dall'Italia e dall'estero

Dalla rassegna stampa italiana

 

 

Avvenire pubblica il testo dell'omelia di Papa Francesco alla messa celebrata questa mattina a Santa Marta in suffragio di padre Jacques Hamel: "È satanico uccidere in nome di Dio".

 

 

Daniele Raineri su Il Foglio si sofferma sulla missione italiana in Libia: quanto sarà alto il rischio per il personale italiano? I pericoli, oltre che dallo Stato Islamico, potrebbero venire "dalla turbolenza politica nell’est, con la guerra civile strisciante del generale Haftar".

 

 

"La Libia - scrive Alberto Negri sul Sole 24 Ore - è una lezione sui tempi che corrono: concetti come 'alleato' e 'nemico' non spiegano più la realtà internazionale. E l’Italia nel caso libico ha avuto la prova di quanto gli alleati siano più concorrenti che amici".

 

 

Il Corriere della Sera pubblica il fotoreportage di Abduljabbar Zeyad dalle montagne dello Yemen, nella provincia di Raymah: "i residenti di questa zona remota dello Yemen occidentale sono rimasti in qualche modo a distanza di sicurezza" dalla guerra ma "anche dal 'progresso' e dalle comodità che questo comporta".

 

 

Il governo di Damasco, riferisce Repubblica, ritiene che la tregua in vigore in Siria sia completamente rispettata. La Russia però sottolinea le infrazioni da parte dei ribelli.

 

 

La polizia tedesca ha arrestato tre sospetti jihadisti siriani nei Lander settentrionali della Bassa Sassonia e dello Schleswig-Holstein. Secondo quanto riferito dagli inquirenti tedeschi, i tre hanno legami con gli attentatori che hanno colpito Parigi il 13 novembre 2015 (La Stampa).

 

 

Dalla stampa francofona

 

 

L'editorialista di Les Echos, Jean-Marc Vittori, pubblica una riflessione sull'Europa. Secondo Vittori, il vecchio continente dovrebbe tornare sui passi che ne hanno dettato la nascita, a partire dall'accoglienza, dalla solidarietà e dalla costruzione comune.

 

 

Lo storico dell'Islam medievale, Gabriel Martinez-Gros, Università di Nanterre, intervistato da Libération, spiega perché a suo avviso una società che vive tutto sommato in pace può essere messa in pericolo da minoranze violente. Lo Stato Islamico è una di queste.

 

 

Les Jours spiega il processo di radicalizzazione, dal primo incontro online con un jihadista alla partenza per la Siria, passaggio che non necessita più di qualche mese. E se coloro che sono andati a fare il jihad in Siria stessero tornando in Francia?

 

 

Che differenza esiste tra salafismo e jihadismo? Quali i punti in comune? L'uno può provocare l'altro? L'analisi di Géopolis.

 

 

Dalla stampa anglofona

 

 

Un video della BBC, girato ad Aleppo in queste ore di tregua, mostra com'è ridotto il mercato coperto della città, tutto rovine e detriti.

 

 

Mohammed Saied approfondisce su Al-Monitor il dibattuto rapporto tra Arabia Saudita ed Egitto. Infatti, mentre da un lato Al-Azhar sembra prendere le distanze da Ryadh, dall'altro, alcuni sostengono che in realtà i due paesi godano di un momento molto positivo nelle loro relazioni.

 

 

Un articolo del Journal of Terrorism Research, analizza un aspetto della propaganda diffusa dallo Stato Islamico attraverso la sua rivista Dabiq: la gioventù. A partire da come Dabiq affronta questo tema, si nota come Isis stia cercando di fare presa sulle nuove generazioni.

 

 

Ellie Geranmayeh e Kadri Liik approfondiscono il rapporto tra Iran e Russia e il ruolo del loro legame nel quadro mediorientale, in particolare nella guerra in Siria (European Council of Foreign Relations).

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