close_menu
close-popup
image-popup

Lingue disponibili:
close-popup
Paypal
Carta di credito
dona
Rassegna stampa

Rassegna stampa del 16 marzo 2016

Notizie e commenti dall'Italia e dall'estero

Dalla stampa italiana

 

 

Mario Calabresi e Gianluca Di Feo hanno intervistato il presidente egiziano Al Sisi. L'intervista si divide principalmente in una parte dedicata alle indagini sulla morte di Giulio Regeni e una parte legata alla stabilità dell'Egitto nel contesto della lotta al terrorismo (La Repubblica).

 

 

Yemen, secondo fonti dei ribelli Houti gli aerei dell'Arabia Saudita hanno bombardato un mercato, provocando 65 vittime e 55 feriti (Avvenire).

 

 

Su La Stampa Marco Zatterin riporta la giornata di ieri a Bruxelles, dove nel corso di una perquisizione congiunta tra forze belghe e francesi nella zona di Forest c'è stato uno scontro a fuoco che ha provocato quattro feriti tra la polizia e un morto tra i presunti terroristi. Una persona sembrerebbe ancora in fuga.

 

 

Daniele Raineri su Il Foglio analizza la relazione tra il presidente russo Vladimir Putin e quello siriano Bashar Assad che "si rivela un 'free rider': ha goduto dei vantaggi della copertura di Putin ma senza rispettare del tutto i patti".

 

 

Un reportage su L'Espresso racconta come l'emirato del Qatar stia cercando di "emanciparsi" dal petrolio, puntando su tecnologia, finanza e turismo. I mondiali di calcio previsti nel 2022 sono funzionali a questo scopo.

 

 

Dalla stampa francofona

 

 

La decisione del presidente russo Vladimir Putin di ritirare le sue truppe dalla Siria ha colto tutti di sorpresa, sia occidente sia paesi arabi. La scelta, ha detto Putin, dovrebbe favorire i negoziati di pace in corso a Ginevra. Attraverso un'infografica, Le Figaro illustra come questo inciderà sulla situazione interna alla Siria, mentre L'Orient le Jour spiega l'influenza che avrà sul Libano.

 

 

Can Dündar, redattore capo del quotidiano di opposizione Cumhuriyet, è uno dei giornalisti in attesa del processo per "spionaggio" e "divulgazione del segreto di Stato" per aver pubblicato la notizia del traffico di armi in corso tra Turchia e Stato Islamico. Durante una conferenza stampa, riportata da Le Monde, Dündar ha accusato l'Europa di aver abbandonato chi lotta per le libertà in Turchia.

 

 

La Jeune Afrique ricorda i quattro anni di guerra in Mali raccontandone il conflitto che vede sempre più consistente l'infiltrazione del terrorismo.

 

 

Le Monde ha raccolto la testimonianza di un'attivista siriana: i suoi ricordi dell'inizio del conflitto e le sue speranze per il futuro.

 

 

Dalla stampa anglofona

 

 

Sarah Yerkes, del Brookings Markaz, espone i tre punti a suo avviso essenziali per affrontare con successo il problema del terrorismo in Tunisia.

 

 

Secondo una nuova analisi della società IHS Jane's, citata dalla BBC, Isis ha perso un altro 8 per cento di territorio rispetto all'ultima rilevazione datata dicembre 2015.

 

 

A Peshawar, nella provincia Khyber Pakhtunkhwa del Pakistan, una bomba è esplosa su un bus che portava al lavoro impiegati governativi, provocando almeno 16 vittime. Finora nessun gruppo terroristico ha rivendicato l'azione ma la zona di Peshawar è stata oggetto di frequenti attacchi da parte dei talebani pakistani (Los Angeles Times).

 

 

Secondo un articolo di Hans von der Burchard e Jacopo Barigazzi su Politico Austria, Bulgaria, Cipro, Francia, Ungheria e Spagna potrebbero far deragliare l'accorto tra Turchia e Unione Europea per la gestione dei flussi migratori.

 

 

La notizia del parziale ritiro russo dalla Siria ha preso di sorpresa anche l'alleato iraniano. Secondo Ali Akbar Velayati, ex ministro degli Esteri e attuale consigliere della Guida suprema Khamenei per la politica estera, il ritiro non pregiudica la generale cooperazione tra Iran, Russia, Siria ed Hezbollah (EA Worldviews).

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato

Autorizzo l'uso di dati dopo aver accettato la privacy-policy

Per approfondimenti e analisi abbonati alla nostra rivista semestrale