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Rassegna stampa

Rassegna stampa del 16 settembre 2016

Notizie e commenti dall'Italia e dall'estero

Dalla stampa italiana

 

 

Giordano Stabile su La Stampa e Luca Miele su Avvenire raccontano "l'inferno" della zona di confine tra Siria e Giordania dove sono accampati 75 mila profughi siriani: da mesi non possono muoversi e non ricevono aiuti umanitari.

 

 

"In 5 anni di guerra [in Siria] si è distrutto qualcosa che non può essere ricostruito: non solo la vita degli scomparsi, ma l’esistenza dei sopravvissuti", scrive Andrea Riccardi su Avvenire. Nel suo articolo Riccardi si concentra sulla città-simbolo di Aleppo: "Le rovine di Aleppo testimoniano come settarismo, idiozia di potenti e cinismo abbiano perso per sempre la città del vivere insieme".

 

 

Secondo quanto riporta Stefania Maurizi su Repubblica gli Stati Uniti hanno versato più di un milione di dollari ai familiari del cooperante Giovanni Lo Porto, ucciso da un drone americano in Pakistan: "il pagamento però non è un risarcimento ma solo una concessione a titolo 'di favore': 'ex gratia', una formula che non comporta alcuna assunzione di responsabilità giuridica".

 

 

A Roma una mostra curata da Francesco Rutelli permette di osservare le ricostruzioni di alcuni dei monumenti distrutti dalla guerra in Medio Oriente realizzate con strumenti d'avanguardia come le stampanti in 3D (Corriere della Sera).

 

 

Dalla stampa francofona

 

 

In un'intervista all'ex ambasciatore Farnçois Gouyette, rilasciata a Le Point, il diplomatico racconta il suo punto di vista sulla situazione in Tunisia, dove ha esercitato per quattro anni.

 

 

Sempre di Tunisia parla Fawzia Zouari su Jeune Afrique. La giornalista muove una forte critica alla società tunisina, dove la corruzione è fortemente in aumento e la crisi economica colpisce soprattutto il settore del turismo, che quest'estate ha sofferto particolarmente.

 

 

L'Orient XXI ha incontrato Nicolas Dot-Pouillard, ricercatore del programma europeo When Authoritarianism Fails In The Arab World (Wafaw). In un video, il ricercatore ha parlato della critica situazione dei campi palestinesi in Libano, che sembrano essere centri di radicalizzazione e di crescita del jihadismo.

 

 

Continuano le purghe del governo di Ankara, iniziate dopo il tentato colpo di stato dello scorso luglio. Le Figaro riporta la crisi che sta attraversando il sistema giudiziario in Turchia, vittima delle epurazioni dai "non allineati" e al contempo in continuo fermento per le migliaia di persone sotto processo.

 

 

Dalla stampa anglofona

 

 

Il Washington Post pubblica un reportage di Sudarsan Raghavan da Misurata, in Libia, dove ha incontrato Anwar Sawan, l'uomo che per conto delle milizie di Misurata si occupa dei rifornimenti di armi e altri generi: "Haftar è il nuovo Gheddafi" ma anche Serraj "ci è stato imposto" dalla Comunità internazionale.

 

 

Barbie Latza Nadeau sul Daily Beast spiega come viene condotta la ricerca di potenziali terroristi nei campi profughi allestiti in Europa: è fondamentale la collaborazione delle persone che vivono nei campi.

 

 

Terminato il pellegrinaggio a La Mecca milioni di persone faranno ritorno alle loro case nei loro paesi. Raya Jalabi sul Guardian si concentra sui residenti della città santa, che fanno i conti con l'ammodernamento deciso dal governo: "stanno trasformando la città santa in una macchina, una città senza identità", ha detto Sami Angawi.

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