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Rassegna stampa

Rassegna stampa del 18 febbraio 2016

Notizie e commenti dall'Italia e dall'estero

Dalla stampa italiana

 

 

Sul Corriere della Sera la storia di Ghanim, cristiano di un villaggio vicino a Mosul che non è fuggito all'arrivo di Isis per curare il figlio paralizzato. Ha provato poi a scappare con la famiglia, è stato catturato dagli uomini del Califfato e in seguito rilasciato grazie all'attività della Chiesa, che nel silenzio cerca di salvare più vite possibili.

 

 

Su IL, magazine de Il Sole 24 Ore, Paul Berman partendo dalle interviste realizzate da Michael Weiss e Hassan Hassan nel loro libro Isis: Inside the Army of Terror immagina l'itinerario di radicalizzazione dei giovani "perbene" che subiscono l'attrattiva di Isis.

 

 

La Repubblica: allarme sbarchi, il piano del Viminale per i migranti: “Servono cinquantamila posti in più”.

 

 

La cancelliera Merkel, inizialmente lodata per la politica di apertura nei confronti dei migranti, si trova in difficoltà: sia sul fronte interno sia a livello europeo con i paesi dell'Est che boicottano la sua linea (Il Sole 24 Ore).

 

 

Su Avvenire il racconto da Aleppo: «Ormai non si sa più da dove partono le granate: dai ribelli o dai governativi?». Ma per qualcuno, scrive Nello Scavo, è tardi anche per scappare.

 

 

La rivalità tra Turchia e curdi si ripropone in Svezia dove la tensione tra le due comunità di immigrati sta raggiungendo livelli d'allarme (La Stampa).

 

 

Dalla stampa anglofona

 

 

Secondo quanto riporta l'Osservatorio siriano per i diritti umani circa 500 combattenti islamisti avrebbero raggiunto la Siria passando per il confine turco. Sarebbero diretti ad Azaz, a nord di Aleppo (The Guardian).

 

 

La decisione turca di attaccare le postazioni del gruppo curdo YPG in Siria non solo acuisce le tensioni con Mosca ma incontra anche la contrarietà degli Stati Uniti (Al-Monitor).

 

 

Gli Stati Uniti erano certi di aver ucciso Mokhtar Belmokhtar, il militante algerino leader dei Murabitun responsabili tra gli altri dell'attacco in Burkina Faso, ma stando a quanto riportato su Washington Post potrebbe non essere così.

 

 

Politico: la scelta francese di bombardare Isis per evitare nuovi attentati è traballante e ora gli europei temono nuovi attacchi.

 

 

Foreign Policy pubblica una lettera in cui Abdallah Al-Othman, leader del gruppo "Fronte del Levante" che combatte ad Aleppo, chiede aiuto per non finire schiacciati dai bombardamenti russi.

 

 

Dalla stampa francese

 

 

Un reportage, pubblicato da Le Figaro, racconta il percorso dell'autobus "della paura" Beyrouth-Raqqa che ogni giorno collega il Libano con la città siriana, feudo dello Stato Islamico.

 

 

Un'interessante analisi di Bertrand Badie, su Orient XXI, spiega l'importanza dei negoziati diplomatici e come quest'antica pratica debba essere rispolverata dai paesi europei per cercare la pace in Siria.

 

 

Ieri ad Ankara un attentato nel centro della città ha provocato la morte di 28 persone e decine di feriti. L'attentatore, che ha mirato a un convoglio militare in una zona vicina ai ministeri, riporta Le Figaro, sembra essere un cittadino siriano residente in Turchia.

 

 

A poche ore dal concordato "cessate il fuoco", previsto teoricamente per venerdì 19 febbraio, i combattimenti in Siria non sembrano diminuire, dice France 24. Nel frattempo, dozzine di camion contenenti aiuti umanitari sono diretti verso le città siriane sotto assedio.

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