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Rassegna stampa

Rassegna stampa del 18 gennaio 2017

Notizie e commenti dall'Italia e dall'estero

Dalla stampa italiana

 

 

Mauro Armanino su Avvenire racconta da Niamey la situazione del Niger: "è ormai una base militare per francesi, americani e tra non molto tedeschi", le tensioni religiose stanno riemergendo e le chiese cristiane sono state bruciate.

 

 

Secondo quanto riporta Vincenzo Nigro su Repubblica la proposta del ministro degli Esteri italiano Angelino Alfano di offrire aiuti umanitari al generale Haftar viene "ridicolizzata" dai politici vicini all'ex gheddafiano, ormai forti del sostegno russo dopo la visita a bordo della portaerei Kuznetsov.

 

 

Attorno al piano sull'immigrazione che sta per presentare il ministro degli Interni Minniti, scrive Nicola Corda sull'Huffington Post, va creandosi un consenso che include la parte di opposizione che fa riferimento a Forza Italia. Vladimiro Polchi, sempre su Repubblica, mostra come funzionano i rimpatri forzati dei migranti irregolari ripercorrendo passo per passo il rimpatrio avvenuto il 19 maggio scorso: per rimpatriare 29 tunisini sono servite 74 persone di scorta, per una spesa stimata di 115 mila euro.

 

 

Francesca Paci su La Stampa racconta una serata passata alla moschea Taiba di Torino a parlare di "Donne e Corano, al di la del velo": un dialogo franco tra uomini e donne, cristiani e musulmani, "lontano da quei social network dove le distanze in apparenza annullate si ingigantiscono".

 

 

I gruppi ribelli siriani hanno confermato la loro presenza ai colloqui di pace in programma ad Astana, capitale del Kazakhstan, il prossimo 23 gennaio. Mohammed Alloush, leader di Jaysh al-Islam, sottolinea che sarà alla guida della delegazione e cercherà di mettere fine ai "crimini" commessi dal governo siriano e dai suoi alleati (AsiaNews).

 

 

Dalla stampa francofona

 

 

Suoneranno a Davos, al termine dell'incontro in corso tra i leader mondiali, le 35 ragazze afghane tra i 13 e i 20 anni che fanno parte dell'orchestra "Zohra". La notizia è raccontata da La Libre, che riporta un approfondimento sulla condizione della donna in Afghanistan, un Paese che versa nel conflitto armato da quarant'anni.

 

 

Un campo profughi in Nigeria è stato colpito, sembra, per sbaglio dai bombardamenti dell'esercito regolare. Il Paese africano conta il maggior numero di profughi, ospitati in numerosi campi di accoglienza, che per lo più scappano dai terroristi di Boko Haram, scrive Le Monde.

 

 

La Vie, settimanale francese di informazione cattolica, racconta la vicenda del Vescovo di Kirkuk, nel Kurdistan iracheno. La diocesi di Monsignor Yousif Thomas Mirkis ospita un gruppo di studenti appartenenti a diverse religioni che sono stati costretti ad abbandonare le loro case in seguito all'arrivo dello Stato Islamico. A Kirkuk, infatti, c'è l'unica università del Kurdistan che insegna in arabo e non in curdo.

 

 

Salim F. Dahdah, L'Orient le Jour , spiega quali saranno a suo avviso le caratteristiche del Libano che ha in mente il nuovo presidente Aoun.

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