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Rassegna stampa

Rassegna stampa del 18 luglio 2016

Notizie e commenti dall'Italia e dall'estero

Dalla stampa italiana

 

 

Dopo il nuovo attentato terroristico a Nizza Angelo Panebianco sul Corriere della Sera riflette sul nodo sicurezza nell'Unione Europea: "l’Unione riuscirà rapidamente a trasformare la sicurezza in un 'bene pubblico' (in quanto tale indivisibile) oppure chiuderà i battenti".

 

 

Secondo Alberto Negri (Il Sole 24 Ore) il golpe fallito in Turchia fa emergere "il nodo principale della questione: una rottura clamorosa tra gli interessi della Turchia e quelli occidentali".

 

 

"In poche ore", scrive Carlo Bonini su Repubblica, Erdogan "è diventato un campione della democrazia minacciata dai soldati": ora può giocare la carta della riforma costituzionale in senso presidenziale.

 

 

"Se il golpe dei militari è fallito - sostiene Vittorio Emanuele Parsi sul Sole 24 Ore - state tranquilli che quello di Erdogan andrà a segno, e trasformerà la Turchia in un compiuto autoritarismo islamista plebiscitario".

 

 

Il ministro dell’Interno Angelino Alfano, d’intesa con i Comuni, ha reso noto un nuovo piano per affrontare l’emergenza immigrazione. Il contenuto del nuovo piano su La Stampa.

 

 

Dalla stampa anglofona

 

 

L'attentato di Nizza ha acceso i riflettori sulla complessa realtà della città francese: Alissa J. Rubin sul New York Times racconta una città lussuosa dove però operano anche i reclutatori del jihad.

 

 

Secondo George Packer, New Yorker, è diventata tragicamente "normale" l'uccisione di persone in vacanza o in momenti di svago o festa: così a Nizza settimana scorsa, così a Sousse in Tunisia, ma anche a Baghdad e Lahore.

 

 

Elliot Ackerman sul New Yorker ripercorre le frizioni tra la Turchia voluta da Ataturk, i militari e l'attuale presidente della Repubblica Erdogan.

 

 

I militari turchi hanno dimostrato con il fallito colpo di stato di essere lontani dalla società: rimasti nelle caserme hanno perso il contatto con il cambiamento della realtà sociale turca, scrive il Wall Street Journal.

 

 

La dittatura militare, scrive il Guardian, è una delle peggiori forme di governo conosciute. Tuttavia, sostiene il quotidiano inglese, in Turchia ci si avvia verso una "dittatura eletta" che non promette nulla di buono.

 

 

Dalla stampa francofona

 

 

In un'intervista rilasciata a L'Obs, lo scrittore turco Cengiz Aktar parla del tentativo di colpo di Stato avvenuto in Turchia nella notte tra venerdì 15 e sabato 16 luglio. Il Paese, dice lo scrittore, sembra ormai essere tornato indietro sulla strada della democrazia e la scelta che gli si presenta è tra dittatura militare e dittatura civile.

 

 

Le Plus ha raccolto una testimonianza da uno dei quartieri di Istanbul che venerdì sera era al centro degli scontri tra l'esercito e i sostenitori del partito del presidente Erdogan.

 

 

Come hanno reagito i leader europei al tentativo di colpo di stato in Turchia? Le Monde riporta.

 

 

L'esercito turco si è spaccato. Un'istituzione che nella storia della Turchia è sempre stata garante della laicità ha perso - sembra - il suo ruolo. Nora Seni, professoressa di geopolitca a Parigi, spiega cos'è successo ai microfoni di Le Monde.

 

 

L'emittente radiofonica Kalispera Shabab dà voce ai migranti di ogni nazionalità in Grecia. Un'iniziativa nuova che prova a far conoscere all'Europa come vivono i rifugiati in attesa di essere ricollocati (Rue 89).

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