close_menu
close-popup
image-popup

Lingue disponibili:
close-popup
Paypal
Carta di credito
abbonati
Rassegna stampa

Rassegna stampa del 19 ottobre 2016

Notizie e commenti dall'Italia e dall'estero

Dalla stampa italiana

 

 

Un video reportage di Lorenzo Cremonesi sul Corriere della Sera mostra la situazione a pochissimi chilometri dal fronte dell'avanzata irachena su Mosul.

 

 

Gianandrea Gaiani sul Sole 24 Ore riassume la presenza dei militari italiani in Iraq e spiega quali contingenti potrebbero far parte - direttamente o indirettamente - dell'avanzata su Mosul.

 

 

Il regime di Damasco e la Russia hanno interrotto i raid aerei su Aleppo est. Lo ha annunciato il ministro della Difesa russo Serghiei Shoigu precisando che "la cessazione anticipata dei raid aerei è necessaria per introdurre la pausa umanitaria di 8 ore del 20 ottobre" (La Stampa).

 

 

Si è aperto lo spiraglio per una tregua nella guerra in Yemen che, scrive Eleonora Ardemagni su Avvenire, "ha ormai assunto, per i sauditi, i contorni di un insuccesso non solo operativo, ma anche strategico".

 

 

La cena di stato a Washington tra Renzi e Obama è servita anche agli Stati Uniti per rinnovare la richiesta all'Italia di essere ancora più attiva nel cercare una soluzione alla crisi libica (La Stampa).

 

 

Dalla stampa francofona

 

 

L'agitazione sociale preoccupa l'Algeria. Gli insegnanti hanno cominciato a manifestare per la loro situazione economica. Secondo Les Echos, che riporta alcune notizie dal giornale algerino El Watan, la crisi petrolifera ha colpito violentemente il Paese.

 

 

Il corrispondente a Tunisi di Le Point, Benoît Delmas, si domanda che peso hanno gli islamisti nella regione del nord Africa. Con la recente vittoria del partito islamista in Marocco, il Pjd, il quesito che sorge, a suo avviso, è se "bisogna aver paura dell'Islam politico".

 

 

Il caso particolare del Marocco è visto da Omar Saghi su Tel Quel. Paragonandolo al caso turco, Saghi sottolinea similitudini e differenze con il governo di Ankara, evidenziando il significato di democrazia in Medio Oriente e perché questa si distacca dal modello occidentale.

 

 

Lo Stato Islamico è accusato di utilizzare i civili della città di Mosul come scudi umani. Fuori dall'area controllata da Isis sono stati già allestiti campi profughi, riporta L'Obs, in previsione del flusso di persone in fuga dalla città.

 

 

Un video pubblicato da Le Figaro mostra i primi passi della coalizione anti Stato Islamico. In particolare, l'articolo correlato, si concentra sulla liberazione dei primi Paesi, tra cui la cittadina cristiana di Qaraqosh.

 

 

Dalla stampa anglofona

 

 

L'antiamericanismo di Hezbollah, scrive Daniel L. Byman (Brookings), è moderato dal fatto che attualmente il gruppo sciita è occupato in altri conflitti, in particolare quello in Siria. L'autore si chiede però se Hezbollah sia realmente meno pericoloso per gli Stati Uniti.

 

 

Reportage di Kareem Fahim e Loveday Morris (Washington Post) dal fronte iracheno nei pressi di Mosul: secondo quanto affermato dai militari incontrati la battaglia per la presa della città sarà lunga e difficile.

 

 

I rapporti tra Iran ed Egitto sono congelati da quando l'Iran post-rivoluzionario si oppose agli accordi di Camp David del 1978 e da quando gli egiziani decisero di ospitare l'esiliato Shah. In seguito, Tehran diede a una strada della città il nome dell'assassino del presidente egiziano Sadat. Ora, scrive Rohollah Faghihi su Al-Monitor, la convergenza di vedute sulla crisi siriana sembra guidare il riavvicinamento tra i due paesi.

 

 

Scrive Patrick Wintour sul Guardian che Stati Uniti e Regno Unito hanno rifiutato la proposta russa di una pausa nei bombardamenti su Aleppo come base per la ripresa dei colloqui: la pausa proposta non è credibile, è troppo corta e arriva troppo tardi, avrebbero obiettato le due diplomazie occidentali.

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato

Per approfondimenti e analisi abbonati alla nostra rivista semestrale