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Rassegna stampa

Rassegna stampa del 2 agosto 2016

Notizie e commenti dall'Italia e dall'estero

Dalla stampa italiana

 

 

Gli Stati Uniti hanno cominciato un'operazione aerea contro le milizie dello Stato Islamico a Sirte, in Libia. Lo scopo dei raid, scrive La Stampa, sarebbe quello di facilitare le operazioni via terra dell'esercito fedele al governo di Tripoli, da cui è arrivata la richiesta di intervento.

 

 

A vent'anni esatti dalla morte del Vescovo di Orano Pierre Clavérie, ucciso da una bomba sulla porta di casa poco tempo dopo il martirio dei monaci di Tibhrine, Avvenire ricorda il suo motto: «Mantenere uno spazio che non sia monopolizzato da una religione, una cultura o un tipo di ideologia». Uno spazio di dialogo.

 

 

Ultimatum della Turchia all'Unione Europea: se i visti ai cittadini turchi non verranno riconosciuti entro ottobre da Bruxelles, l'accordo sui migranti stipulato in marzo cadrà (Il Sole 24 Ore).

 

 

Dalla stampa francofona

 

 

La ricercatrice Inès Safi, insieme ad altri musulmani, ha partecipato domenica alla messa, per mostrare la sua solidarietà dopo l'uccisione di padre Jacques Hamel. Su L'Obs Les Plus racconta com'è andata.

 

 

"Dobbiamo amare anche i nostri nemici" sono le parole di Charles-Eugène Weiss, pastore alsaziano vissuto sotto il nazismo. Le ricorda Jean-Pierre Denis, nel suo editoriale su La Vie in memoria di Padre Hamel.

 

 

L'ultimo numero di Dabiq, la rivista dello Stato Islamico, è indirizzato contro i cristiani. Le Figaro ne rivela alcuni contenuti, in cui i jihadisti del Califfato parlano di Papa Francesco e di Benedetto XVI, e danno le ragioni per cui odiano e combattono i miscredenti.

 

 

"La Turchia si è ribaltata due volte". Omar saghi, Tel Quel, spiega quali sono stati - e sono - a suo avviso gli errori di Ataturk prima e Erdogan poi.

 

 

Dalla stampa anglofona

 

 

Il Parlamento tunisino ha votato questo weekend per le dimissioni del Primo ministro Habib Essid e si dirige ora verso la formazione di un nuovo Governo. Ma la situazione economica del Paese rimane precaria, riporta Al-Jazeera.

 

 

Secondo Douglas Murray, The Spectator, la vera grande storia da raccontare sulla vicenda dei musulmani che hanno partecipato alla messa di domenica, è che la maggior parte di essi appartiene alla setta Ahmadiyya, un gruppo perseguitato e considerato non-musulmano dai più ortodossi.

 

 

Mentre i nostri media si concentrano su quanto avviene in Francia e Germania, i bombardamenti si sono intensificati su Aleppo, racconta The Guardian.

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