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Rassegna stampa

Rassegna stampa del 20 ottobre 2016

Notizie e commenti dall'Italia e dall'estero

Dalla stampa italiana

 

 

Lorenzo Cremonesi ha incontrato a Erbil i cristiani fuggiti dalla Piana di Ninive quando Mosul fu conquistata da Isis. Ora sperano di tornare nei loro villaggi: ci vorranno da 3 a 6 mesi, dice Thabat Paolo Mekko, sacerdote caldeo (Corriere della Sera).

 

 

Giordano Stabile (La Stampa), inviato nei villaggi che i peshmerga curdi hanno riconquistato intorno a Mosul, mostra come Isis cerca di resistere all'avanzata. Secondo i militari curdi ci vorranno due settimane prima di poter entrare a Mosul e iniziare la battaglia casa per casa.

 

 

Franco Venturini sul Corriere analizza quali sono le "mine etno-politiche" che mettono a rischio il futuro dell'Iraq anche in caso di vittoria a Mosul.

 

 

Alberto Negri sul Sole 24 Ore ripercorre la storia delle pipeline in Medio Oriente - tanto quelle progettate quanto quelle effettivamente realizzate - e spiega come questo ha influito sulla tenuta dei regimi mediorientali, Siria inclusa.

 

 

Dalla stampa francofona

 

 

Per Omar Benbekhti, Impact 24, è insostenibile la fragilità economica di un Paese come l'Algeria, che trae il suo massimo vantaggio dall'esportazione del petrolio. In particolare in questo periodo di crisi, che da un momento all'altro potrebbe far crollare il già indebolito sistema economico del Paese nordafricano. Secondo l'editorialista, una ripresa possibile viene dal settore agricolo, che dovrebbe però essere più performante, da quello dell'industria e del turismo da reinventare e avviare.

 

 

Atlantico racconta oggi una guerra parallela a quella in corso a Mosul, in Iraq. La guerra mediatica e della comunicazione che impazza tra le varie forze impiegate nella liberazione della città, capitale irachena dello Stato Islamico. Sono d'effetto le parole del presidente del Kurdistan iracheno Massoud Barzani, secondo cui "è la prima volta che il sangue dei soldati iracheni e dei combattenti curdi peshmerga viene versato insieme", per lo stesso obiettivo. Ci si augura possa essere il preludio di nuove alleanze.

 

 

Ahmet Insel, economista e politologo turco, ha rilasciato un'intervista a L'Express sulla politica di Erdogan. Secondo Insel, la strategia adottata dal presidente turco ben prima del fallito colpo di stato di luglio, ma che ha accelerato in seguito a esso, è legata a un'ideologia ultra-nazionalista e utilizza gli ideali islamici soltanto per favorire la prima posizione.

 

 

Si riuniscono oggi e domani a Bruxelles i vent'otto dell'Unione Europea. A tema l'immigrazione e in particolare, riporta La Croix, le strategie per impedire ai migranti di partire in direzione dell'Europa. Lo scopo sarebbe quello di ridurre le partenze clandestine.

 

 

Dalla stampa anglofona

 

 

Nic Robertson (CNN) si chiede, a cinque anni dall'uccisione di Gheddafi, quale sia lo stato della Libia e ricorda le frasi di un luogotenente del dittatore che, durante i bombardamenti della Nato, aveva avvertito il giornalista: "solo Gheddafi può tenere unita la Libia".

 

 

Secondo quanto riporta Adnan Abu Zeed su Al-Monitor, in Iraq, per via delle tensioni riguardo alle operazioni turche intorno a Mosul, c'è chi propone un boicottaggio economico di Ankara.

 

 

Un breve video pubblicato da Abc News mostra le citazioni di Donald Trump e Hillary Clinton in merito alla questione siriana e alla necessità di sconfiggere Isis.

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