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Rassegna stampa

Rassegna stampa del 21 novembre 2016

Notizie e commenti dall'Italia e dall'estero

Dalla stampa italiana

 

 

Il direttore de La Stampa Maurizio Molinari commenta quanto sta avvenendo nel nord dell'Iraq e nel Rojava siriano: "la creazione di una nazione curda su alcuni dei territori strappati a Isis può diventare un fattore di stabilità, generando nuovi equilibri. Tanto più che il micro-Stato creato nel Kurdistan iracheno spicca per libertà economiche, infrastrutture efficienti e rispetto dei diritti civili, a cominciare da quelli delle donne".

 

 

Secondo quanto si legge su AsiaNews l'Iran "ha disposto il trasferimento al Sultanato dell’Oman della parte eccedente di acqua pesante, rilevata nei giorni scorsi dall’Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea)" e prodotta nella centrale di Arak. Il trasferimento è parte dell'attuazione degli accordi sul nucleare iraniano (JPCOA).

 

 

Avvenire riporta che "il piano per dare autonomia alla zona est [di Aleppo] è stato rinviato al mittente da Damasco, che bolla l'idea come un 'attentato alla sovranità' della Siria".

 

 

Grazie Longo su La Stampa racconta come si addestra il GIS, il Gruppo di Intervento Speciale, corpo antiterrorismo dell'Arma dei Carabinieri pronto a intervenire in mezz'ora in tutta Italia.

 

 

Dalla stampa francofona

 

 

La Libre riporta che Erdogan ha il potere di nominare il rettori delle università, che non saranno più eletti. Dopo aver arrestato un gran numero di dirigenti e professori, il presidente turco ha iniziato le sostituzioni.

 

 

Lo storico francese Matthieu Rey si è interrogato nuovamente sulle origini del gruppo terrorista dello Stato Islamico e cosa ne ha permesso la diffusione, scrive Le Monde.

 

 

A più di un anno dall'episodio del Bataclan e a qualche mese dagli eventi che hanno scosso la Francia nell'estate del 2016, Orient XXI risponde al discorso sul jihadismo sostenuto dai politici francesi.

 

 

Dopo sei settimane dalla vittoria alle elezioni marocchine del partito islamista PJD, il Primo ministro eletto Abdelilah Benkirane non è ancora riuscito a formare un governo di coalizione. Géopolis racconta la crisi politica del Marocco.

 

 

Dalla stampa anglofona

 

 

Hugh Naylor sul Washington Post riflette sul ruolo delle milizie sciite in Siria: provengono da Libano, Iraq, Pakistan e Afghanistan e formano la parte principale dell'esercito che difende la presidenza di Bashar Assad. Queste milizie, però, rispondono all'Iran, e garantiscono l'influenza di Tehran su Damasco, anche quando la guerra sarà finita.

 

 

Michael Weiss sul Daily Beast critica la futura politica estera di Trump in Siria, in particolare l'idea di cooperare con Putin e Assad per sconfiggere Isis.

 

 

La CNN pubblica un reportage di Moni Basu da Bartella, Iraq, in cui mostra la vita dei cristiani della zona dopo che gli è stato portato via tutto: Isis "ha distrutto tutto, ma non lasciamogli distruggere la nostra fede", invita padre Behnam Lalo.

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