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Rassegna stampa

Rassegna stampa del 22 novembre 2016

Notizie e commenti dall'Italia e dall'estero

Dalla stampa italiana

 

 

Il Corriere della Sera pubblica un approfondimento di Viviana Mazza sui destini della casa reale saudita, dove il vice-erede al trono Mohammed Bin Salman è sempre più protagonista rispetto all'erede designato Mohammed Bin Nayef. Una lotta per l'egemonia che ricorda la trama della famosa serie televisiva Il trono di spade, si legge sul Corriere.

 

 

In Siria la parola tregua "non è nemmeno più presa in considerazione dal regime di Damasco", scrive Roberto Bongiorni sul Sole 24 Ore. Consapevoli che il presidente eletto americano Donald Trump non vorrà impegnarsi in Siria, Putin e Assad stanno intensificando gli attacchi su Aleppo est.

 

 

Lo Stato Islamico ha colpito con un attacco suicida una moschea sciita a Kabul, Afghanistan, provocando 27 morti. Si stima che gli sciiti in Afghanistan siano circa il 20% della popolazione e, scrive Il Foglio, "Anche se contro di loro non si sono raggiunti i livelli di violenza settaria visti in Pakistan e in Iraq, gli sciiti sono stati presi di mira almeno tre volte negli ultimi mesi, in attentati rivendicati sempre dallo Stato Islamico".

 

 

Secondo quanto riporta Alessandro Alviani su La Stampa, per cercare l'elezione per il quarto mandato Angela Merkel ha deciso di adottare un programma più conservatore e una linea più dura nei confronti dell'immigrazione e dell'islamismo radicale.

 

 

Dalla stampa francofona

 

 

L'Ungheria alza un nuovo muro sul confine con la Serbia. La Libre riporta che la nuova frontiera sarà "intelligente", con rilevatori e telecamere per monitorare i tentativi di attraversamento da parte dei migranti.

 

 

Alcuni profughi di Mosul raccontano a Le Monde due anni e mezzo di soprusi, paranoia e paura. La vita nello Stato Islamico.

 

 

Suscita scandalo il progetto di legge discusso in Turchia. Secondo la proposta, gli aggressori sessuali di ragazze minorenni potrebbero essere sollevati dalla pena se sposassero la vittima. Libérationscrive oggi che la legge sarebbe stata respinta, forse in attesa di un momento più propizio.

 

 

Tensione tra Tunisi e Ryadh. Un errore diplomatico avrebbe acceso gli animi dei politici nel paesino nordafricano. Il Ministro Abdeljalil Ben Salem avrebbe esplicitamente affermato, riporta Jeune Afrique, che "l'ideologia dei tagliagole di Daech e il pensiero wahhabita provengono dalla stessa matrice teologico-politica".

 

 

Dalla stampa anglofona

 

 

L'immigrazione, scrive Zia Weise su Politico, sarà sempre più un tema cruciale per l'Europa nel 2017, con le elezioni in Francia e Germania. Anche per questo l'Unione Europea, dopo essere riuscita a ridurre i flussi in entrata grazie al discusso accordo con la Turchia, sta avviando nuovi negoziati con i paesi africani, in primis la Tunisia, per velocizzare le procedure di rimpatrio.

 

 

Al Jazeera pubblica un approfondimento di Tanya Goudsouzian sulla città curda di Sulaimania, una città ricca di culture diverse che rischiano di scomparire.

 

 

Durante la presidenza Obama i musulmani erano benvenuti nell'apparato di sicurezza statunitense. Ora, scrive Nancy Youssef sul Daily Beast, i funzionari di fede islamica temono l'arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca.

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