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Rassegna stampa

Rassegna stampa del 23 dicembre 2016

Notizie e commenti dall'Italia e dall'estero

Dalla stampa italiana

 

 

Lorenzo Vidino su La Stampa spiega brevemente cos'è il salafismo e, dopo aver citato alcuni esempi e descritto sinteticamente le correnti interne, mostra perchè la diffusione di questa ideologia - anche nella sua versione non violenta - pone dei grossi problemi per gli stati europei.

 

 

Poco più di un anno fa, sulla scia degli attentati di Parigi, le autorità europee proposero una limitazione della circolazione delle armi. Un primo accordo tra Parlamento europeo e Consiglio d'Europa è stato raggiunto ma, scrive Mario Porqueddu sul Corriere della Sera, si tratta di un accordo "al ribasso": le armi semiautomatiche non sono infatti state vietate.

 

 

Il Sole 24 Ore riporta il comunicato dell'esercito siriano che annuncia la completa riconquista di Aleppo. "Sia Mosca che Teheran - scrive il quotidiano di Confindustria - hanno ribadito che il destino politico di Assad non è più in discussione, sancendo così una schiacciante vittoria militare e diplomatica".

 

 

Alessandro Alviani e Giordano Stabile su La Stampa ricostruiscono la rete di cui faceva parte Anis Amri, il tunisino che ha compiuto l'attentato a Berlino.

 

 

Dalla stampa francofona

 

 

L'Unione Europea e il Marocco hanno stretto degli accordi di associazione e liberalizzazione che tuttavia non si applicheranno alla regione del Sahara Occidentale. Grande smacco, scrive La Libre, per la monarchia araba, che rivendica la sovranità sulla popolazione di questa regione.

 

 

La cooperazione tra Mali e Unione Europea in materia di immigrazione ha sollevato una grossa polemica nel Paese africano. Ne parla Jeune Afrique.

 

 

Il padre di Anis Amri ha dichiarato a L'Obs che il figlio si sarebbe radicalizzato in Italia. I familiari si dicono sconvolti, anche se il giovane ventiquattrenne aveva dei precedenti.

 

 

Turchia verso la dittatura? Il video e le interviste riportati su Le Parisien questa mattina mostrano un quadro piuttosto preoccupante per quanto riguarda la libertà di espressione nella penisola anatolica, in particolare per i giornalisti.

 

 

Dalla stampa anglofona

 

 

Anis Amri, il tunisino autore dell'attentato a Berlino, è stato ucciso dalla polizia italiana nella notte a Sesto San Giovanni, periferia di Milano. La conferma è arrivata dal ministro degli Interni Minniti (Washington Post).

 

 

Ed Pilkington sul Guardian spiega come l'amministrazione Obama si sta muovendo prima della fine del suo mandato per rendere più difficile la costruzione di un database per arabi e musulmani proposto dal presidente eletto Donald Trump.

 

 

Alireza Ramezani su Al-Monitor si sofferma sulla proposta del governo di Hassan Rouhani di sostituire la moneta nazionale, il rial, con il toman. Perchè il governo ha fatto questa proposta? Ramezani riporta i dubbi di alcuni economisti.

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