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Rassegna stampa

Rassegna stampa del 26 luglio 2016

Notizie e commenti dall'Italia e dall'estero

Dalla stampa italiana

 

 

Saint Etienne du Rouvray, chi era padre Jacques Hamel ucciso dai terroristi questa mattina mentre celebrava la messa. Primo martire nella chiesa del martire cristiano (Huffington Post)

 

 

Sette ospedali e una banca del sangue sono stati colpiti ieri da raid aerei russi o governativi siriani e sono stati parzialmente distrutti nel nord della Siria e a est della capitale Damasco (Avvenire).

 

 

Francesco Semprini (La Stampa) è andato a Saylorsburg in Pennsylvania, dove abita Fethullah Gulen: "Se siete qui per chiedermi del golpe vi dico che lo condanno nella maniera più assoluta, perché sono convinto che al governo si arriva con elezioni libere e trasparenti", è stato il messaggio recapitato attraverso i suoi uomini.

 

 

Deep web, Tor, Vpn e mail con doppia password sono alcuni degli strumenti che utilizzano le reti terroristiche (e criminali in generale) per comunicare. Ne parla Fabio Tonacci su Repubblica.

 

 

Lorenzo Cremonesi dalle colonne del Corriere della Sera si rivolge al presidente turco: sbagliato il paragone fatto da Erdogan con la proclamazione dello stato di emergenza in Francia. Hollande non ha epurato e arrestato migliaia di persone, tra cui molti giornalisti, precisa Cremonesi.

 

 

Dalla stampa anglofona

 

 

In Germania, scrive il Telegraph, alcuni politici faticano ad ammettere la presenza di punti problematici sui temi dell'immigrazione, dell'Islam e del terrorismo. Secondo il giornale britannico far finta di non vedere le problematicità mette la Germania in serio pericolo.

 

 

L'ultimo attentato di Isis ha Baghdad ha provocato circa 330 morti. Secondo il New York Times è il simbolo che, man mano che il Califfato perde terreno, si prepara alla guerriglia e ai metodi insurrezionali.

 

 

In Egitto è scontro tra il governo e al-Azhar: secondo l'interpretazione di al-Azhar l'obbligo imposto dal governo di leggere i sermoni preparati dall'apposito ministero non vale per i predicatori dell'importante istituzione sunnita (Mada Masr).

 

 

Il papa dei copti Tawadros II ha sottolineato ad una delegazione parlamentare come i recenti attacchi ai cristiani stiano mettendo in pericolo l'unità religiosa della nazione (Ahram).

 

 

I recenti rivolgimenti in Turchia pongono di nuovo sotto i riflettori l'accordo sui migranti siglato tra Europa e Ankara (Washington Post).

 

 

Dalla stampa francofona

 

 

In Germania, la violenza riapre il dibattito sulla questione dei rifugiati, già ampiamente discussa nel Paese, riporta La Croix.

 

 

Un'infografica pubblicata da L'Obs rivela i numeri delle purghe operate in questi giorni da Erdogan. Sarebbero circa tredicimila le persone prese in custodia, tra esercito, polizia, magistratura e civili, e più di ottomila e ottocento arrestati tra i militari.

 

 

In seguito alle manifestazioni contro il tentato colpo di stato, che hanno raccolto in piazza numerosi partiti, il presidente Erdogan ha convocato i leader dell'opposizione per cominciare i pourparler sulla riforma costituzionale. Le Monde riporta che il grande assente è il partito filo-curdo Hdp.

 

 

Dopo gli attentati in Germania, la politica tedesca sui rifugiati cambierà? Se lo domanda Le Figaro.

 

 

Le sfide dell'Algeria, grande potenza africana, illustrate da Le Desk in un'infografica.

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