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Rassegna stampa

Rassegna stampa del 26 maggio 2016

Notizie e commenti dall'Italia e dall'estero

Dalla stampa italiana

 

 

"I trafficanti hanno trovato nuovi scafi da far salpare: gommoni cinesi con motori dal Qatar", scrive Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera: riprendono gli sbarchi, ogni giorno 2000 arrivi.

 

Su La Stampa Francesca Schianchi intervista il Ministro degli Esteri italiano Gentiloni: "Lunedì a Bruxelles i ministri degli Esteri hanno approvato all’unanimità un documento per dire che il Migration compact dev’essere alla base della nostra strategia".

 

 

Guido Olimpio sul Corriere della Sera e Alberto Negri sul Sole 24 Ore spiegano chi è Akhundzada, il nuovo leader dei talebani: un "anziano" chiamato per ricucire gli strappi interni al movimento.

 

 

Al Sisi, scrive Carlo Bonini su Repubblica, "prosegue nella sua resa di conti con giornalisti internazionali, dopo aver da tempo ridotto all'obbedienza, con carcere e torture, quelli locali". L'arresto di Remy Pigaglio, corrispondente dall'Egitto del quotidiano francese La Croix, precede la nuova legge sull'informazione che il Parlamento si prepara a varare.

 

 

Pakistan: scampati a un rapimento i familiari di un avvocato cristiano Sardar Mushtaq Gill, da tempo impegnato nella difesa legale dei cristiani discriminati o vittime innocenti di accuse di blasfemia (Fides).

 

 

Dalla stampa francofona

 

 

L'ordine del giorno del G7 in corso in Giappone è molto denso, afferma L'Obs. Tra le tematiche più calde e attuali che discuteranno i rappresentanti di Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Italia, Germania, Canada e Giappone, c'è la crisi mondiale migratoria e la lotta al terrorismo.

 

 

Le Figaro intervista Jean-Yves Le Drian, Ministro della difesa francese e autore di Qui est l'ennemi?. Nell'intervista risponde ad alcune domande sulla "guerra" della Francia contro lo Stato Islamico.

 

 

La Presse de Tunisie fa il quadro sull'offensiva arabo-curda, sostenuta dalla coalizione guidata dagli Stati Uniti, contro lo Stato Islamico in corso questa settimana.

 

 

La crisi migratoria riaffiorata nel Mediterraneo con l'arrivo del bel tempo, raggiungerà probabilmente numeri sempre maggiori. Liberté Algérie la racconta dal punto di vista nord-africano, sostenendo che la crisi libica sia uno dei principali fattori.

 

 

Dalla stampa anglofona

 

 

Mehdi Khalaji (The Washington Institute for Near East Policy) spiega qual è il significato dell'elezione di Ahmad Jannati (89) a capo dell'Assemblea degli Esperti in Iran: la Guida suprema, l'ayatollah Khamenei, è ancora in grado di esercitare il suo potere decisionale su un processo solo teoricamente democratico.

 

 

Su Al Jazeera reportage dal villaggio cristiano di Baqofah nella piana di Ninive: molti hanno trovato rifugio nelle zone controllate dai curdi ma, afferma Ibrahim Shaba Lalo, "è come vivere in prigione, vogliamo tornare nelle nostre case".

 

 

Il portavoce del Ministero degli Esteri francese ha protestato contro l'arresto e l'espulsione dall'Egitto del giornalista del quotidiano La Croix Rémy Piglialo (Rfi).

 

 

Nick Paton Walsh (CNN) da Tripoli: è sempre più comune che persone legate a Isis chiamino i trafficanti di uomini per chiedere di trasportare jihadisti insieme ai migranti dalle coste libiche verso l'Europa.

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