close_menu
close-popup
image-popup

Lingue disponibili:
close-popup
Paypal
Carta di credito
abbonati
Rassegna stampa

Rassegna stampa del 27 febbraio 2017

Notizie e commenti dall'Italia e dall'estero

Dalla stampa italiana

 

 

Francesco Semprini su La Stampa intervista il premier libico Fayez al Serraj. Al centro dell'intervista domande sul memorandum siglato con l'Italia, sui migranti, sul terrorismo e sul futuro della Libia. Serraj ha anche affermato che l'unica alternativa alla road map preparata dal governo di Tripoli è la guerra civile.

 

 

Adriano Sofri sul Foglio parla di "stanchezza e svogliatezza" dell'esercito iracheno nell'avanzata su Mosul, che era stata erroneamente annunciata dai media internazionali come una facile vittoria dell'esercito di Baghdad. Da adesso, scrive Sofri, la battaglia sarà ancora più sanguinosa.

 

 

Secondo quanto riporta Guido Olimpio sul Corriere della Sera un attacco americano ha ucciso in Siria Hasan Abu al Khayr al Masri, da alcuni considerato il braccio destro dell'attuale leader di al-Qaida al Zawahiri.

 

 

La risposta alla minaccia jihadista, scrive Fady Noun su AsiaNews, "deve riguardare anche una dimensione umana e spirituale. Per riprendere in mano la situazione, bisogna capire ciò che spinge i jihadisti a trasformarsi in bombe umane. Di fronte alla loro aberrazione spirituale, è necessaria una risposta spirituale".

 

 

Dalla stampa francofona

 

 

Il presidente della regione francese della Normandia, Hervé Morin, è in visita in Tunisia. In un'intervista rilasciata a Le Point Afrique ha spiegato perché a suo avviso la Tunisia ha un ruolo fondamentale per la Francia.

 

 

Anche Orient XXI, in un articolo di Khadija Mohsen Finan, si interroga sulla situazione tunisina. A che punto è la transizione democratica nel Paese? A sei anni dalla primavera araba l'economia del Paese, la disoccupazione e la stessa politica attraversano ancora una grave crisi.

 

 

Gruppi di terroristi, presunti o confermati membri dello Stato Islamico, hanno attaccato nuovamente alcune comunità cristiane del Sinai, regione dell'Egitto. Jeune Afrique racconta che si tratta dell'ennesimo attentato che costringe migliaia di copti a lasciare le proprie case.

 

 

In Marocco è acceso il dibattito su quale sia la soluzione politica migliore per il Paese. Secondo Tel Quel, dopo cinque mesi in cui i partiti non sono ancora riusciti a formare un governo stabile, bisogna chiedersi se il Paese abbia più bisogno della democrazia o della monarchia.

 

 

Dalla stampa anglofona

 

 

Voa News ha raccolto alcune testimonianze di cristiani iracheni tornati alle loro case dopo la partenza dello Stato Islamico. In generale, regna lo sgomento per la distruzione che accoglie le comunità nella Piana di Ninive e il futuro è incerto.

 

 

Anche il Time si è occupato dei cristiani d'Egitto: quelli in fuga dall'Isis nel Sinai sperano di trovare presto un nuovo luogo dove abitare.

 

 

La campagna per il referendum turco previsto in aprile è cominciata. Da un lato, il fronte del "Sì" è a favore della riforma costituzionale che vedrà il potere delle istituzioni maggiormente concentrato nelle mani del presidente, dall'altro, il "No" è estremamente ostacolato e fatica a far udire le sue ragioni, scrive Politico.

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato

Per approfondimenti e analisi abbonati alla nostra rivista semestrale