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Rassegna stampa

Rassegna stampa del 27 giugno 2016

Notizie e commenti dall'Italia e dall'estero

Dalla stampa italiana

 

 

Riguardo alla partecipazione alla liturgia presieduta dal catholicos di Echmiadzin, papa Francesco ha auspicato, durante il colloquio con i giornalisti sul volo di ritorno dall'Armenia, che "in tutti sorga un forte anelito" a una unità che non sia né "sottomissione" né "assorbimento", ma piuttosto "accoglienza di tutti i doni che Dio ha dato a ciascuno" (Avvenire).

 

 

Marco Ventura commenta sul Corriere della Sera la scelta di papa Francesco di utilizzare la parola genocidio per riferirsi allo sterminio degli armeni.

 

 

Secondo quanto rivelato da Al Jazeera e New York Times uomini dell’intelligence giordana hanno rubato sistematicamente le armi che la CIA inviava per rifornire le formazioni ribelli siriane moderate, come il Free syrian army (Fsa) per poi rivenderle sul mercato nero (La Stampa).

 

 

I giorni post referendum sull'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea sono caratterizzati da un aumento degli insulti e delle aggressioni a musulmani e polacchi, scrive Alberto Simoni su La Stampa. C'è addirittura chi proclama una "white jihad".

 

 

Il generale iracheno Abdul-Wahab al-Saadi ha annunciato che Falluja è stata "completamente liberata" dall'Isis (Il Sole 24 Ore).

 

 

Dalla stampa anglofona

 

 

Un articolo di Robert Fisk sull'Indipendent spiega quali sono state le reazioni del mondo mediorientale al referendum che ha segnato l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea.

 

 

Leila Fadel (Npr) al Cairo insieme ai "mesaharaty", le persone che durante il mese di Ramadan prima dell'alba si recano nelle strade e al suono dei tamburelli svegliano gli egiziani per invitarli a mangiare e pregare prima che ricominci il digiuno.

 

 

Al Jazeera racconta la vicenda del signor Hadi, l'uomo che da anni porta l'elettricità tramite i suoi generatori agli iracheni che altrimenti sarebbero senza corrente elettrica.

 

 

Sul Daily Beast un reportage di Ruth Michaelson dal Cairo tra i giovani laureati che protestano per la mancanza di lavoro.

 

 

Dalla stampa francofona

 

 

In Libano, in assenza di un lavoro ufficiale sulla memoria della guerra civile, i cittadini utilizzano internet per condividere i difficili ricordi comuni del conflitto (Rue 89).

 

 

Secondo Atlantico sull'immigrazione l'Europa ha bisogno di una rivoluzione culturale.

 

 

Rtl si chiede se, un anno dopo gli attentati di Sousse, la Tunisia rimane un obiettivo di Isis.

 

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