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Rassegna stampa

Rassegna stampa del 27 luglio 2016

Notizie e commenti dall'Italia e dall'estero

"La porta aperta delle nostre chiese – quella attraverso cui sono entrati gli assassini di padre Hamel – contrasta con il moltiplicarsi di chiusure, di cancelli, di muri, frutto della paura", scrive Andrea Riccardi su Avvenire.

 

 

Partendo dal punto di svolta dell'uccisione di padre Jacques Hamel, Angelo Panebianco analizza la situazione in cui si trova l'Europa e "le troppe realtà negate nella guerra degli islamisti" (Corriere della Sera).

 

 

"La religione, e le chiese, sono il sostrato della Francia, uno dei pilastri su cui si regge il suo edificio millenario; essendo l’altro i Lumi, la rivoluzione, lo Stato laico". Questo è il motivo, scrive Aldo Cazzullo sul Corriere, per cui l'attentato di ieri in Normandia "segna l’attacco definitivo all’identità francese".

 

 

Matteo Matzuzzi su Il Foglio: "l'assassinio di don Jacques Hamel ha un messaggio chiaro: neanche le chiese sono più sicure".

 

 

"Non basta insorgere verbalmente, indignarsi ancora una volta e ripetere che 'questo non è l'Islam'": Tahar Ben Jelloun (Repubblica) invita i musulmani a scendere in piazza in massa per manifestare contro Isis.

 

 

Il segretario della CEI monsignor Nunzio Galantino, intervistato da Gian Guido Vecchi sul Corriere della Sera invita a non cedere a "logiche di chiusura o vendette".

 

 

Dalla stampa francofona

 

 

L’attentato di Rouen ha come obiettivo la distruzione della convivenza tra religioni e rendere fragili le società europee, dalla Francia alla Germania, scrive Le Monde.

 

 

Gli islamisti utilizzano sapientemente la forza dei simboli, spiega sul Figaro il filosofo e teologo Bertrand Vergely: stravolgendo il senso del sacrificio eucaristico, gli islamisti nascondono il loro crimine dietro una vernice sacrificale per innescare ancora più violenza.

 

 

Su Europe1 è sollevata la questione della protezione dei luoghi sacri e di culto in Francia al tempo del terrorismo.

 

 

Dopo la violenza di Saint-Étienne-du-Rouvray, l’arcivescovo di Parigi, il cardinale André Vingt-Trois, ha detto. “Credenti o non credenti, sentiamo che questo attacco tocchi il cuore della nostra cultura comune”.

 

 

Queste invece le parole dell’arcivescovo di Rouen, riportate anche dal giornale libanese anNahar: “Non prenderemo le armi. Pregheremo e cercheremo di amare, come ci ha insegnato Gesù”.

 

 

Dalla stampa anglofona

 

 

L'attacco in cui ha perso la vita padre Jacques Hamel, scrive il Guardian, apre un nuovo fronte: il fatto che i sacerdoti siano obiettivi del terrorismo mette ulteriore pressione sulla Chiesa, da alcuni invitata a prendere una posizione più dura.

 

 

Anche il Washington Post parla di una nuova fase: si è passati da piani terroristici altamente coordinati ad assalti "amatoriali" che trasformano chiunque in un potenziale bersaglio.

 

 

Quello che possiamo fare davanti alla follia omicida di Isis è cercare di "essere più onesti possibili e riconoscere la natura e la grandezza del problema", scrive Melanie McDonagh su The Spectator.

 

 

L'obiettivo dell'attacco a Rouen, scrive la CNN, è provocare un reazione contro la comunità musulmana francese, in modo da spingerla nella braccia dei reclutatori jihadisti.

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