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Rassegna stampa

Rassegna stampa del 28 luglio 2016

Notizie e commenti dall'Italia e dall'estero

Dalla stampa italiana

 

 

Sul Corriere della Sera Franco Venturini scrive che, oltre ad affrontare Isis sul tema sicurezza occorre farlo "sul suo terreno favorito: quello che penetra l’opinione pubblica, quello che recluta sfruttando la debolezza dei singoli".

 

 

Confrontati con un numero sempre più elevato di persone da sorvegliare e con risorse limitate le sezioni antiterrorismo dei paesi europei sono in difficoltà. Alcuni governi, come Francia e Danimarca, intraprendono anche per questo motivo dei percorsi di de-radicalizzazione rivolti a foreign fighters di ritorno o a soggetti a rischio radicalizzazione, spiega Lorenzo Vidino su La Stampa.

 

 

Anais Ginori su Repubblica intervista Mohammed Karabilia, imam di Saint-Etienne: "Padre Jacques era un sant'uomo. Lo consideravo un amico, e lo ammiravo perché era una persona che ha scelto di dedicare la sua vita alla fraternità religiosa".

 

 

"Il mondo è in guerra, ma non è una guerra di religioni, loro vogliono la pace", ha detto Papa Francesco ai giornalisti a bordo dell'aereo che lo portava in Polonia (Il Sole 24 Ore).

 

 

Sul Corriere della Sera Antonio Ferrari intervista Mustafa Cenap Aydin, responsabile dell'Istituto Tevere e membro del movimento di Fethullah Gulen: in Turchia "perseguitati perché vogliamo uno stato laico".

 

 

Due bombe, una su un cambion e una probabilmente su un'auto, entrambi guidati da uomini di Isis, hanno provocato oltre 50 morti e centinaia di feriti a Qamishli, città siriana a maggioranza curda (Repubblica).

 

 

Dalla stampa francofona

 

 

Secondo Matthieu Croissandeau, L'Obs, davanti alla violenza che sta colpendo in modo particolare la Francia in questo periodo, i francesi devono riflettere e fare fronte comune.

 

 

In una video intervista, Marie Jégo, corrispondente in Turchia per Le Monde, spiega perché le purghe di Erdogan che toccano tutti i settori - da quello militare a quello dell'educazione, e persino i civili - sono senza precedenti. Uno degli ultimi mandati di arresto è per 42 giornalisti, tra cui Nazli Iliçak, famosa per essere passata da gran sostenitrice del presidente, a sua critica. La sua storia su Slate.fr.

 

 

Secondo l'agenzia cattolica Fides, i martiri cristiani dal 2000 al 2015 sarebbero 396, scrive Le Point, l'ultimo dei quali è padre Jacques Hamel, ucciso mentre celebrava la messa nella sua chiesa di Saint-Étienne-du-Rouvray, vicino a Rouen.

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