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Rassegna stampa

Rassegna stampa del 29 luglio 2016

Notizie e commenti dall'Italia e dall'estero

Dalla stampa italiana

 

 

Fethullah Gulen ha risposto per iscritto alle domande di Viviana Mazza (Corriere della Sera): "dopo essere rimasto al potere troppo a lungo, il presidente Erdogan e il suo partito siano stati affetti dal veleno del potere", ha detto il predicatore in esilio auto imposto a Saylorsburg.

 

 

I servizi segreti europei, riporta La Stampa, hanno elementi per ritenere che vi sia stata una connessione virtuale tra i territori del Califfato e gli attentatori che hanno colpito da soli, appartentemente senza l'appoggio di Isis.

 

 

Dopo gli attacchi terroristici la cancelliera tedesca Angela Merkel non modifica la sua policy: "La nostra politica sull'asilo non cambia" (Repubblica).

 

 

Paolo Mastroilli su La Stampa ricostruisce i momenti che hanno portato al fallimento del golpe in Turchia.

 

 

Dalla stampa anglofona

 

 

Taylor Luck (Christian Science Monitor) spiega il significato della scissione annunciata da poco tra al-Nusra e al-Qaida: in gioco, scrive Luck, il futuro del jihad globale.

 

 

Mark Pfeifle (Time) sostiene la tesi enunciata per la prima volta dall'attuale vicepresidente statunitense Joe Biden secondo cui l'Iraq andrebbe diviso su basi settarie in tre regioni semi autonome.

 

 

Khizr Khan, padre di un soldato americano e musulmano ucciso in Iraq, è intervenuto alla convention democratica e ha attaccato Donald Trump: dovrebbe andare a visitare il cimitero di Arlington, ha detto Khan, per vedere che tra i patrioti uccisi ce ne sono di tutte le fedi (CNBC).

 

 

Giles Fraser sul Guardian: la celebrazione dell'eucarestia permette il superamento della violenza umana. Don Jacques Hamel è morto celebrando questo sacramento.

 

 

Maria Abi-Habib sul Wall Street Journal analizza la situazione dei cristiani in molti paesi mediorientali: i problemi e le discriminazioni, a volte, non arrivano da Isis bensì da regimi secolari ma autoritari.

 

 

Dalla stampa francofona

 

 

Il tentativo di colpo di stato in Turchia e i seguenti provvedimenti emanati dal governo stanno senza dubbio suscitando clamore in Europa, ma non solo. Mohand Bakir illustra in un'analisi come l'Algeria vede la vicenda. A suo avviso, il suo Paese può comprendere a partire dalla propria esperienza i giochi di potere di Erdogan e l'Europa potrebbe farlo a partire dalla sua esperienza con le dittature, se solo volesse (Le Matin d'Algérie).

 

 

La Siria è divisa in quattro regioni, controllate rispettivamente dal regime, dallo Stato Islamico, dai curdi e da diversi gruppi di opposizione, spiega Orient XXI. Questa divisione sarà il modo in cui il Paese si presenterà una volta regolato il conflitto.

 

 

Il presidente del Conseil Français du Culte Musulman, Anouar Kbibech, ha chiesto agli imam di Francia e alle loro comunità di fedeli di dimostrare solidarietà alla Chiesa Cattolica, dopo l'uccisione rivendicata da Isis di padre Jacques Hamel. Il presidente, riporta Le Monde, ha proposto ai musulmani francesi di partecipare alla messa della domenica mattina.

 

 

Il fronte Al-Nosra, gruppo legato alla rete di Al-Qaeda, combatte dal 2012 in Siria contro il regime di Bashar Assad. Dopo un periodo di speculazione su internet riguardo la sua separazione da Al-Qaeda, An-Nahar scrive che i vertici di quest'ultima avrebbero acconsentito alla separazione tra le due organizzazioni.

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