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Rassegna stampa

Rassegna stampa del 4 ottobre 2016

Notizie e commenti dall'Italia e dall'estero

Dalla stampa italiana

 

 

Il vescovo di Rouen Dominique Lebrun, nel giorno in cui ha solennemente riaperto la chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray, ha annunciato il via libera all'apertura della causa di beatificazione di padre Jacques Hamel (Avvenire).

 

 

Francesca Schianchi su La Stampa intervista il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni: "sui migranti l’Europa va a sbattere se non fa rispettare gli accordi presi", ha detto il titolare della Farnesina.

 

 

Pietro Del Re su Repubblica parla dei delitti d'onore in Pakistan: "il premier Nawaz Sharif s’era impegnato a sradicare i delitti d’onore, ma da allora nessun provvedimento di legge è stato né disegnato né tanto meno approvato".

 

 

A dispetto di quanto stabilito nel corso del vertice di Algeri "il taglio di produzione" del petrolio "deciso dall’Opec potrebbe anche non tradursi mai in realtà", scrive Sissi Bellomo sul Sole 24 Ore. A beneficiare dell'annuncio comunque, prosegue la giornalista, i produttori di shale oil americani.

 

 

Gli Stati Uniti hanno annunciato la sospensione dei colloqui con la Russia sulla Siria, accusando Mosca di non aver saputo mantenere fede agli impegni presi in merito a un cessate il fuoco (AsiaNews).

 

 

Dalla stampa francofona

 

 

Alla fine dei pourparler tra Mosca e Washington sulla guerra in Siria Le Parisien dedica un'analisi, arricchita da un'infografica e da video, che riassume i cinque anni di guerra nel Paese.

 

 

Le Monde spiega qual è il significato politico dell'annullamento del referendum sui migranti in Ungheria. Dall'intervista allo storico Paul Gradvohl di Cécile Bouanchaud emergono, tra le altre cose, le difficoltà tra il Paese e l'Unione Europea.

 

 

Lo Stato Islamico si arrocca dentro la città di Mosul. Atlantico riporta che i militanti starebbero "fortificando" la città con muri alti tre metri, trincee e gallerie sotterranee in preparazione a una battaglia.

 

 

Fanny Arlandis su Slate mette in luce un aspetto delicato della psicologia dei siriani rifugiati, in particolare dei padri di famiglia. "Nella società siriana - scrive - ci si aspetta che gli uomini siano forti e solidi. Quando lasciano il proprio Paese per rifugiarsi in Libano, non possono più comportarsi [] come in Siria".

 

 

Dalla stampa anglofona

 

 

Da un rapporto emesso da The United Nations Economic and Social Commission for West Asia (ESCWA), entro la fine del 2016 l'economia siriana si sarà ridotta di dieci volte rispetto all'inizio del conflitto nel 2011. Tuttavia, The Atlantic riporta che una parte dei siriani, specialmente nelle zone controllate dal governo come Damasco, si sono arricchiti grazie a un fortissimo mercato nero.

 

 

CNBC spiega come sta cambiando il ruolo dell'Arabia Saudita in Medio Oriente e in particolare tra i Paesi del Golfo. Al centro del discorso la crisi economica che sta colpendo Ryadh e il minore impatto dei petrodollari sulla crescita del Paese.

 

 

La perdita di autorità del regno saudita ha conseguenze anche su altri Paesi, soprattutto sul Libano. Qui, secondo Newsweek, la rottura dei rapporti potrebbe indebolire ulteriormente il già precario equilibrio politico.

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