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Rassegna stampa

Rassegna stampa del 5 aprile 2016

Notizie e commenti dall'Italia e dall'estero

Dalla stampa italiana

 

 

L'analista dell'International Crisis Group Claudia Gazzini intervistata da Avvenire: le prime giornate di Serraj a Tripoli, Libia, sono state sorprendenti, ora "serve una legittimità all’interno della Libia, e non solo quella internazionale del Consiglio di Sicurezza. Il primo passo è risolvere le tensioni con il parlamento di Tobruk".

 

 

Secondo Franco Venturini (Corriere della Sera) Obama si sta giocando la storia nella lotta contro Isis: per sconfiggerlo militarmente deve scendere a compromessi con Mosca.

 

 

Si infiamma lo scontro per il Nagorno-Karabakh: almeno 70 soldati armeni uccisi dagli azeri, scrive Repubblica.

 

 

Dopo aver formato un movimento affiliato all'Hezbollah libanese negli Emirati Arabi, tre cittadini del Libano sono stati condannati a sei mesi di carcere, riporta AsiaNews. Secondo quanto scrive il sito, questi arresti sarebbero un nuovo capitolo delle tensioni in corso tra Arabia Saudita e Libano.

 

 

Dalla stampa anglofona

 

 

Il Guardian pubblica un estratto del libro di Jürgen Todenhöfer, scrittore tedesco che si è recato nei territori controllati da Isis. Attraverso un "diario" e alcune foto Todenhöfer racconta quanto ha potuto vedere a Raqqa e Mosul.

 

 

Secondo quanto riporta Anjli Raval sul Financial Times, l'Arabia Saudita sta cercando di frenare il rientro dell'Iran nel mercato del petrolio, impedendo alle navi cargo iraniane di entrare nei porti sauditi e vietando l'utilizzo di una pipeline di proprietà di egiziani e stati del Golfo.

 

 

Gli stati africani che beneficiavano dalla vendita di petrolio, come Nigeria e Angola, sono in grave difficoltà e il baricentro dell'economia africana si sposta a est, verso Etiopia, Tanzania e altri stati in crescita. La situazione è particolarmente grave per la Nigeria, scrive Luke Patey su Foreign Policy, perchè la crisi economica potrebbe ostacolare la lotta contro Boko Haram.

 

 

Le forze governative siriane con i loro alleati continuano l'avanzata conto Isis e conquistano la città di al-Qaryatain. Secondo quanto riporta la BBC, si tratta di una conquista strategica perchè impedisce a Isis di far arrivare i rifornimenti nella zona a ovest, verso Qalamoun.

 

 

Dalla stampa francofona

 

 

Omar Saghi, opinionista di Tel Quel, sostiene che non è più il momento di concepire gli attacchi terroristici in Europa - e non solo - come eventi isolati. Siamo, a suo avviso, nel pieno di una vera e propria guerra mondiale, che riguarda tutti, iniziata nei primi anni del secondo millennio.

 

 

I flussi migratori non arrivano soltanto attraverso il Mediterraneo orientale, né passano solamente dalla Grecia. Ben più datato è il flusso migratorio proveniente dal Marocco, di cui parla la Jeune Afrique, sottolineando che spesso è proprio questa corrente che sfocia a Molenbeek.

 

 

Un comico tedesco ha pubblicato la settimana scorsa una poesia alquanto offensiva nei confronti del presidente turco Erdogan. Il fatto che Angela Merkel si sia esposta pubblicamente denunciando questo atto di satira politica lascia intravedere, secondo Les Echos, la dipendenza ormai consolidata dell'Unione Europea dalla Turchia.

 

 

A conclusione di una conferenza, il primo ministro francese Manuel Valls ha affermato che il salafismo sta vincendo la sua battaglia in Francia. Nel video dell'intervento, pubblicato da Le Figaro, Valls ha detto che la Francia non rinuncerà mai alla sua laicità.

 

 

Le Point recensisce il libro "Islamistan", che raccoglie appunti di viaggi in Medio Oriente e incontri avvenuti in questi lughi della giornalista francese Claude Guibal.

 

 

Le Monde mette a tema il dibattito intorno all'islamismo in Francia: come affrontarlo? Quali sono le voci del coro? Quali argomenti portare?

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