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Rassegna stampa

Rassegna stampa del 5 aprile 2017

Notizie e commenti dall'Italia e dall'estero

Dalla stampa italiana

 

 

Le vittime dell'attacco chimico nella provincia di Idlib, Siria, sono circa 72, di cui una ventina di bambini. Stati Uniti, Francia e Regno Unito hanno presentato agli altri membri del Consiglio di Sicurezza dell’Onu un progetto di risoluzione che condanna l’attacco di cui ritengono responsabile il regime di Bashar al-Assad. La Stampa riporta che secondo il ministero della difesa russo l'aviazione siriana abbia bombardato un magazzino terroristico contenente sostanze chimiche, mentre il presidente siriano nega e accusa i ribelli. Un video mostra inoltre gli effetti devastanti del Sarin, il gas nervino utilizzato nell’attacco.

 

 

Il ministro dell'Interno Marco Minniti si è recato all'ambasciata italiana a Mosca per proporre una più stretta collaborazione tra Italia e Russia contro il terrorismo. Una necessità che si fa ancora più impellente in seguito al messaggio audio di 36 minuti lanciato su Telegram dal portavoce ufficiale dell'Isis, Abu Al-Hasan Al-Muhajir, nel quale fa appello ai jihadisti perché attacchino l'Europa, la Russia e gli Stati Uniti. L'Huffington Post pubblica un focus sui foreign fighters asiatici in prima linea in questa battaglia. Inoltre, comunica che il sottosegretario di stato americano Thomas Shannon si trova in visita a Roma e in Vaticano per discutere di Libia e di lotta al terrorismo.

 

 

Su AsiaNews i frammenti della lettera che Papa Francesco ha inviato alla 17ma Conferenza contro il traffico di persone promossa dall’OSCE in corso a Vienna. II Santo Padre ha definito questo fenomeno "una forma di schiavitù, un crimine contro l’umanità, una grave violazione dei diritti umani" e, alla fine della lettura del messaggio, padre Michael Czerny, sottosegretario della Sezione migranti e rifugiati del dicastero per il Servizio allo sviluppo umano integrale, ha incitato a una più stretta collaborazione tra istituzioni politiche e religiose.

 

 

Il vice ministro degli Esteri, Mario Giro, ha scritto al direttore del Foglio una lettera in cui analizza i fenomeni che negli ultimi tempi hanno perturbato i Balcani - jihad, nazionalismi, immigrazione - e in cui chiede all'Europa di prestarvi maggiore attenzione e velocizzare i processi di adesione di Macedonia e Serbia per far diventare questi Paesi dei territori sicuri.

 

 

Dalla stampa francofona

 

 

Aurélie Bazzarra, Le Point, parla del problema della diffusione del terrorismo islamico in Africa. In un'analisi approfondita e ricca di infografiche, individua otto gruppi terroristi e fa una stima dei membri che vi prendono parte e del numero di vittime e di attentati che hanno coinvolto diversi Stati africani. Il Paese più colpito sarebbe, secondo l'autrice, la Nigeria.

 

 

Per la prima volta dal 2011, una conferenza internazionale sulla Siria ha nel suo ordine del giorno la ricostruzione del Paese, riporta Courrier International. I vertici dell'Onu e dell'Unione Europea si sono riuniti ieri e oggi in Lussemburgo, nel tentativo di trovare una politica comune per finanziare la ripresa della vita nel Paese.

 

 

Egitto e Stati Uniti si riavvicinano dopo la chiusura delle relazioni durante la presidenza Obama. Jeune Afrique racconta l'incontro avvenuto tra gli attuali presidenti, Abdelfattah al-Sisi e Donald Trump, durante il quale il secondo si è anche congratulato con il primo per il "fantastico lavoro" che svolge nel suo Paese.

 

 

In seguito al terribile attacco tossico sulla città siriana di Idlib che ha causato la morte di un centinaio di persone, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan starebbe approfittando della situazione a proprio vantaggio. A pochi giorni, infatti, dal ritiro dell'esercito turco dalla Siria, Erdogan ha incontrato i vertici di Mosca, con i quali, spiega Alexandre Del Valle su Atlantico, ha discusso di un possibile passo indietro.

 

 

Dalla stampa anglofona

 

 

The Century Foundation - Il Libano tratta i rifugiati come un problema di sicurezza. Ma non funziona.

 

 

The New York Times - Quando un terrorista ha minacciato di morte Gilles Kepel, uno degli esperti di Islam più famosi in Francia, ha approfondito il suo coinvolgimento nel dibattito nazionale sull'estremismo islamico.

 

 

Fox News - Secondo le Nazioni Unite ci vorranno tra i quaranta e i cinquant'anni per ripulire Iraq e Siria dalle armi e dalle mine utilizzate in questo conflitto.

 

 

The Atlantic - Come mai, nonostante l'accordo raggiunto anni fa, la Siria ha ancora la facoltà di utilizzare armi chimiche?

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