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Rassegna stampa

Rassegna stampa del 5 gennaio 2017

Notizie e commenti dall'Italia e dall'estero

Dalla stampa italiana

 

 

Come Aylan Kurdi, il bimbo curdo il cui corpicino senza vita è stato riportato sulla riva dalla corrente, un altro bambino di sedici mesi è annegato mentre scappava dalla persecuzione in Birmania. Qui la comunità musulmana, a cui il piccolo Mohammed Shohayet e la sua famiglia appartenevano, è perseguitata. L'editoriale di Maurizio Molinari su La Stampa vuole risvegliare la coscienza di tutti.

 

 

Per Roberto Calasso, Corriere della Sera, è sbagliata la politica di alcuni media che tendono a tacere i proclami dei terroristi dello Stato Islamico. A suo avviso, i messaggi di Isis, per quanto "deliranti", vanno studiati "per contrattaccare".

 

 

"Togliere il religioso dallo spazio pubblico ha offerto praterie ai movimenti radicali, indebolendo il senso di identità e di appartenenza". L'editoriale di Riccardo Redaelli su Avvenire.

 

 

Dalla stampa francofona

 

 

L'attentatore di Istanbul è stato identificato, ma è ancora in libertà e si fatica a trovarlo. Le Point riporta che il sospettato è originario dell'Asia Centrale, probabilmente kazako o uzbeko e, per il momento, sono state arrestate 36 persone del suo ipotetico entourage.

 

 

Nonostante i tentativi di mantenere la tregua e il cessate il fuoco, il regime di Damasco avrebbe aumentato i bombardamenti, riporta oggi L'Orient le Jour. Ankara è la prima ad essere intervenuta mettendo in guardia il regime stesso e Hezbollah, accusato di sostenere Assad.

 

 

Il Parlamento marocchino sta subendo alcuni cambiamenti importanti. Il partito al governo, Giustizia e Sviluppo, si starebbe allontanando da un altro partito importante, Istiqlal. Tel Quel spiega la situazione.

 

 

Cédric Herrou è un francese che è stato processato per aver aiutato dei migranti eritrei al confine tra Francia e Italia. Libération racconta questo paradosso e riporta che l'uomo è stato condannato a otto mesi di prigione.

 

 

Dalla stampa anglofona

 

 

Nonostante l'accordo sul cessate il fuoco di questi giorni in Siria sia stato raggiunto unitamente da Turchia, Iran e Russia, tra i primi due Paesi risulta esserci dell'astio. Secondo Al-Monitor, infatti, la rivalità tra le due potenze potrebbe portare a un incrinarsi del tentativo di pace.

 

 

Lo stato sud-asiatico di Myanmar è minacciato dall'Isis. In questo Paese, riporta The Guardian, i musulmani dell'etnia Rohingya sono una minoranza perseguitata e soffrono discriminazioni. Forse proprio per questo motivo, un sospetto simpatizzante dello Stato Islamico ha richiamato i suoi fratelli al jihad.

 

 

Non soltanto Aleppo. In Siria, nonostante non sia costantemente sotto i riflettori dei media, anche la città di Damasco soffre le conseguenze dei bombardamenti. Il New York Times pubblica un video in cui grandi e piccoli vanno a prendere l'acqua che scarseggia nella città.

 

 

Dopo che il regime siriano ha proclamato la conquista della città di Aleppo, molti siriani che sostengono il presidente sono tornati nella città, riporta Newsweek. La situazione di Aleppo rimane tuttavia disastrosa, se si conta che è in gran parte distrutta e che in questo periodo le temperature sono gelide e rendono il luogo inospitale.

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