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Rassegna stampa

Rassegna stampa del 5 maggio 2016

Notizie e commenti dall'Italia e dall'estero

Dalla stampa italiana

 

 

Il primo ministro turco Ahmet Davutoglu sarebbe vicino a dare le dimissioni, spinto a farlo dal presidente della Reupubblica Erdogan. Secondo Marta Ottaviani (La Stampa) "Il premier avrebbe disatteso troppo le indicazioni di Erdogan, in politica estera con un atteggiamento troppo filo occidentale, e troppo accondiscendente con l’Europa sull’accordo sullo scambio di rifugiati. Ma soprattutto avrebbe sostenuto troppo scarsamente la riforma della costituzione in senso presidenziale, che dovrebbe garantire a Erdogan un potere illimitato".

 

 

Sul Corriere della Sera Maurizio Caprara ha intervistato il principe giordano Hassan Bin Talal, a Roma per un incontro in Vaticano: "La 'sirianizzazione' della regione, con la guerra che si estende a ogni suo Paese, è soltanto una questione di tempo se si continua così. I confini non hanno effetto", ha detto il principe, fratello dello scomparso re Hussein di Giordania e zio dell’attuale re Abdallah II.

 

 

Un accordo tra Usa e Russia per una nuova tregua ad Aleppo è stato annunciato da fonti americane e confermato dall’esercito siriano (La Stampa).

 

 

"Diviene sempre più urgente una riflessione sulle sofferenze che la libertà religiosa patisce in tante parti del mondo", scrive Carlo Cardia nell'editoriale di oggi di Avvenire. Dopo aver passato in rassegna le principali persecuzioni patite anche dai cristiani e le condanne delle Chiese propone: "non devono più essere solo le Chiese a denunciare le sofferenze dei fedeli, invocare aiuto per le vittime e i perseguitati. Oggi spetta alle istituzioni internazionali farsi carico di quanto accade".

 

 

Libia: il generale Haftar con il sostegno del governo di Tobruk e dell'Egitto muove le truppe verso Sirte: "Saremo noi ad attaccare l'Is", si legge in un comunicato diffuso su Facebook (Repubblica).

 

 

Dalla stampa francofona

 

 

Frans Timmermans, vice presidente della Commissione europea, intervistato da L'Obs, sottolinea come in questo momento l'Europa abbia bisogno della Turchia per gestire la crisi dei migranti.

 

 

Dopo quasi una settimana di negoziati, Mosca e Washington hanno raggiunto un accordo per una tregua in Siria. Le Point riporta che anche il regime di Damasco ha accettato il cessate il fuoco per 48 ore.

 

 

La Commissione europea ha prolungato il permesso di effettuare controlli alle frontiere interne in cinque paesi dell'Unione. Mentre Schengen traballa, l'esenzione del visto per i cittadini turchi, scrive Le Parisien, dovrebbe essere un modo per ottenere la collaborazione della Turchia.

 

 

In Turchia aumentano le tensioni politiche interne al partito al governo. Si vocifera, scrive France 24, che il Primo ministro Davutoglu si possa dimettere, ma al momento non è stata rilasciata alcuna dichiarazione ufficiale.

 

 

Storie di cittadini kosovari e albanesi partiti per il jihad in Siria. L'Orient le Jour incolpa la povertà dei Balcani per la deriva fondamentalista presa da alcuni.

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