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Rassegna stampa

Rassegna stampa del 6 dicembre 2016

Notizie e commenti dall'Italia e dall'estero

Dalla stampa italiana

 

 

Mosca e Pechino hanno posto il veto a una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'ONU che invocava un cessate il fuoco di sette giorni ad Aleppo, teatro dell'offensiva dell'esercito governativo che rischia di trasformare la città in un "gigantesco cimitero" (AsiaNews).

 

 

La battaglia per strappare Sirte agli uomini di Isis, scrive Lorenzo Cremonesi sul Corriere della Sera, sta ormai volgendo al termine. La cattiva notizia, sostiene l'inviato, "è che il loro 'martirio' serve a reclutare nuovi volontari e motivare quelli dispersi nel Paese".

 

 

Secondo quanto riportato da Sissi Bellomo sul Sole 24 Ore l'Accounting and Auditing Organization for Islamic Financial Institutions (Aaoifi) con la collaborazione del World Gold Council (Wgc) ha pubblicato un nuovo codice di condotta che per la prima volta nella storia chiarisce come è possibile investire nell'oro senza violare la sharia. "Potrebbe essere la finanza islamica - continua la giornalista - a lanciare un salvagente all’oro, evitando che le sue quotazioni continuino ad andare a picco".

 

 

Il presidente della Repubblica iraniana Hassan Rouhani ha affermato che l'Iran non permetterà a Donald Trump di smantellare l'accordo sul nucleare. Il Senato statunitense nel frattempo ha varato altre sanzioni contro la Repubblica islamica (Corriere della Sera).

 

 

Dalla stampa francofona

 

 

In Libia lo scontro tra forze governative e milizie dello Stato Islamico è arrivato a un punto di svolta. Le Figaro riporta che la roccaforte dell'Isis a Sirte è caduta nelle mani dell'esercito, sebbene l'influenza jihadista non abbia smesso di essere influente nel Paese.

 

 

Mosca e Pechino hanno messo il veto alla risoluzione ONU per una tregua ad Aleppo. Il video pubblicato da L'Obs.

 

 

Secondo l'Institut de recherche et d'études méditerranée Moyen-Orient, ripreso da Libération, è ancora "tempo di agire" sul piano diplomatico, per quanto riguarda la situazione in Siria.

 

 

Le relazioni tra Arabia Saudita e Stati Uniti analizzate da Orient XXI. Cosa ne sarà dell'appoggio statunitense alla guerra in Yemen dopo l'imminente cambio di presidenza?

 

 

David Thompson, intervistato da Les in Rocks, spiega perché il jihad è una risposta al vuoto contemporaneo europeo, motivo per cui molti giovani, tra cui numerosi francesi, lo abbracciano.

 

 

Dalla stampa anglofona

 

 

Peter W. Galbraith sul New York Times critica l'ipotesi di fornire aiuti militari aggiuntivi ai ribelli siriani: tali aiuti non cambierebbero il corso della guerra e avrebbero il solo effetto di far aumentare le vittime del conflitto.

 

 

Lori Hinnant (San Francisco Cronicle) racconta il caso dei 226 cristiani assiri tenuti ostaggio dagli uomini di Isis: catturati nel febbraio 2015 sono stati liberati, a un anno di distanza e dopo che tre di essi sono stati uccisi, grazie a una raccolta fondi tra le persone della diaspora assira.

 

 

Il voto con cui il Parlamento europeo ha chiesto di porre fine ai colloqui per l'ingresso della Turchia nell'Unione è importante perché, sostiene Ali Bayramoglu su Al-Monitor, mostra il sentimento politico diffuso in Europa. Per questo, nonostante le dichiarazioni di sfida dei leader turchi, Ankara non può ignorarlo.

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