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Rassegna stampa

Rassegna stampa del 6 febbraio 2017

Notizie e commenti dall'Italia e dall'estero

Dalla stampa italiana

 

 

Avvenire pubblica una galleria di fotografie scattate a Qaraqosh, in Iraq. La cittadella cristiana nel cuore della Piana di Ninive è stata liberata da tre mesi da Isis, ma è ancora disabitata: "mancano acqua, luce e sicurezza".

 

 

Secondo quanto riporta Giordano Stabile su La Stampa i ribelli sciiti Houti hanno lanciato un missile che, dallo Yemen, ha colpito una base militare nella periferia di Riad, capitale dell'Arabia Saudita.

 

 

Luigi Ceccarini su Repubblica riassume i risultati di un sondaggio condotto da Demos: negli italiani starebbe crescendo la diffidenza nei confronti degli immigrati e la paura per la sicurezza.

 

 

Una nuova frontiera della propaganda del sedicente Califfato: su Telegram sbarca il canale che insegna ai followers come utilizzare Photoshop e altri programmi di grafica per produrre locandine e video che inneggino a Isis (Corriere della Sera).

 

 

Dalla stampa francofona

 

 

L'inferno libico dei migranti. Si è parlato di Libia al summit dell'Unione Europea a Malta di questo weekend, in relazione all'emergenza migrazioni. Per l'occasione, L'Obs ha ripubblicato un toccante foto reportage dal Paese da cui partono i flussi diretti in Europa.

 

 

Alcuni sponsor del Super Bowl americano si sono apertamente schierati contro il decreto sui migranti firmato in gennaio dal presidente Donald Trump. Lo hanno fatto, riporta Les Echos, attraverso spot pubblicitari e l'hashtag #weaccept.

 

 

Atlantico approfondisce la relazione tra Russia e Turchia. Quanto potrà durare la calma delle tensioni tra i due Paesi?

 

 

All'interno del piano denominato "vision 2030", l'Arabia Saudita promuove alcune iniziative "diverse" che includono alcune attività di divertimento pubblico, come i concerti. Géopollis spiega perché è importante l'evento di fine gennaio durante il quale un cantante saudita si è esibito davanti a un pubblico locale.

 

 

Dalla stampa anglofona

 

 

Ammar Karim e Jean-Marc Mojon descrivono la rabbia dei cittadini della parte ovest di Mosul, quella ancora controllata da Isis: i terroristi stanno creando grossi buchi nei muri delle case, per potersi spostare da un posto all'altro senza uscire allo scoperto. Gli uomini di Isis richiedono inoltre il pagamento di una tassa da parte dei proprietari delle case per finanziare i lavori (Yahoo News).

 

 

Come si comporterà il più popoloso paese musulmano, l'Indonesia, alleato importante degli Stati Uniti, nei confronti delle politiche di Donald Trump? Vincent Bevins da Jakarta (Washington Post) riporta le reazioni dei politici indonesiani al decreto di Trump riguardo all'immigrazione proveniente da paesi a maggioranza musulmana.

 

 

Sarah Malik racconta sul Guardian la storia dell'artista e attivista con passaporto saudita e australiano Ms Saffaa. Il suo murale a Melbourne, che elogiava la resistenza delle donne saudite che si oppongono alla regola secondo la quale devono essere sempre accompagnate da un guardiano, è stato sfigurato. La campagna è diffusa tramite l'hashtag #iammyownguardian.

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