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Rassegna stampa

Rassegna stampa del 7 febbraio 2017

Notizie e commenti dall'Italia e dall'estero

Dalla stampa italiana

 

 

Vincenzo Nigro su Repubblica intervista il generale Najmi Nakua, l'uomo incaricato dal presidente libico Serraj di formare una guardia presidenziale con soldati provenienti da tutto il Paese. "L'intesa tra Serraj e Gentiloni è una svolta. L’impegno dell’Europa ci aiuterà a frenare gli irregolari e le mafie che li gestiscono", ha affermato Nakua durante il colloquio.

 

 

Marco Bresolin e Lucia Sgueglia su La Stampa si concentrano sul ruolo giocato dalla Russia in Libia: da un lato sostiene il Generale Haftara, dall'altro vuole giocare un ruolo da mediatrice.

 

 

Costanza Hermanin sull'Huffington Post sostiene la necessità di "preparare accoglienza e integrazione [dei migranti], piuttosto che [puntare] su politiche di contenimento la cui efficacia, sia dal punto di vista della salvaguardia dei diritti umani, sia da quello dell'effettiva capacità di bloccare i flussi, è tutta da dimostrare". Hermanin riporta alcuni esempi pratici che possono favorire l'integrazione.

 

 

Il 2016 è stato l'anno in cui, dal 2001, in Afghanistan hanno perso la vita il maggior numero di civili. Gli occhi della guerra riassume quali sono le cause che hanno provocato questo picco di violenze.

 

 

Dalla stampa anglofona

 

 

Alcuni dei miliziani di Isis si starebbero rifiutando di combattere la battaglia per Mosul, la cui parte occidentale è ancora sotto il controllo degli uomini di al-Baghdadi. E' quanto emergerebbe da un documento ritrovato dall'esercito iracheno, scrivono Loveday Morris e Mustafa Salim sul Washington Post.

 

 

E' possibile deradicalizzare una persona che ha deciso di arruolarsi nelle file di Isis o di altre organizzazioni jihadiste? Se lo chiede Brendan I. Koerner su Wired, ragionando sul programma di deradicalizzazione negli Stati Uniti.

 

 

Un documento di Amnesty International, ripreso dalla BBC, sostiene che nella prigione di Saydnaya il regime di Bashar Assad avrebbe compiuto esecuzioni di 13.000 prigionieri.

 

 

Dalla stampa francofona

 

 

Del rapporto di Amnesty International parla anche Le Parisien, secondo il quale il presidente siriano sta portando avanti una politica di sterminio dei suoi oppositori politici.

 

 

Qual è l'obiettivo di Mosca in Siria? Orient XXI fa un quadro delle mire del presidente Putin, ipotizzando nuovi confini per il Paese, per i quali il presidente americano Donald Trump non sembra essere un grosso ostacolo.

 

 

Mentre tutti guardano allo Stato Islamico, al-Qaeda rinforza la sua strategia. Ne parla oggi Antoine Hasday su Slate.

 

 

Al-Bab è l'ultima roccaforte dello Stato Islamico nella regione di Aleppo. L'Orient le Jour fa un quadro per capirne l'importanza e quali scenari potrebbero presentarsi.

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