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Rassegna stampa

Rassegna stampa del 9 marzo 2017

Notizie e commenti dall'Italia e dall'estero

Dalla stampa italiana

 

 

Alcuni reparti dell'esercito americano, scrive Giordano Stabile su La Stampa, sono stati dislocati in Siria per partecipare all'avanzata su Raqqa, la "capitale" siriana del sedicente Stato Islamico. Su Raqqa convergono le forze curdo-arabe sostenute dagli Stati Uniti e l'esercito di Bashar Assad con il supporto dei russi.

 

 

Nel frattempo, il governo siriano e i gruppi di opposizione hanno concordato la ripresa dei colloqui di pace sotto l'egida delle Nazioni Unite a Ginevra, in Svizzera. Secondo quanto riferisce l'inviato speciale Onu per la Siria, Staffan de Mistura, il prossimo incontro è in programma il 23 marzo (AsiaNews).

 

 

Il Consiglio d'Europa ha criticato l'Italia per il suo sistema di custodia dei migranti minorenni non accompagnati: un sistema, quello degli hotspot, che secondo il Consiglio non funziona. L'Ansa pubblica il testo di un intervento del Presidente del Consiglio Gentiloni che ha risposto invitando l'Europa a non essere distratta su un problema che "neppure mago Merlino saprebbe cancellare".

 

 

Lorenzo Cremonesi (Corriere della Sera) spiega quali sono le prossime mosse previste dal ministro dell'Interno Marco Minniti: "siamo concludendo accordi per fermare i flussi dei migranti in Niger, si sta lavorando con l’Etiopia, ma la cosa va ampliata e deve essere europea, non solo italiana".

 

 

Dalla stampa francofona

 

 

A quaranta giorni dal referendum costituzionale in Turchia, che si terrà domenica 16 aprile, Le Point riporta alcuni aspetti della situazione attuale: cosa controlla al momento il presidente turco, quali promesse fa con la riforma proposta...

 

 

Anche Le Monde parla di Turchia, in particolare delle tensioni tra Ankara e Berlino. Sul piano diplomatico i leader dei due Paesi si sono scambiati parole piuttosto dure sulle posizioni tenute dal Governo opposto, sul piano politico, alcuni comuni tedeschi hanno impedito ai partiti turchi di fare campagna per il "Sì" al referendum.

 

 

Sempre su Le Monde, il corrispondente a Tunisi Frédéric Bobin ha riportato la notizia del ritiro del Parlamento di Tobrouk dall'accordo firmato nel dicembre 2015 a Skhirat. I rapporti tra le due parti della Libia si erano incrinati alcuni mesi fa.

 

 

L'Ungheria ha ristabilito la detenzione sistematica per i richiedenti asilo. L'Unione europea ha richiamato il Paese, con il quale inizierà un "dialogo serio", scrive L'Obs.

 

 

Slate riporta un articolo di The Atlantic con il quale si chiede cosa faranno i jihadisti dello Stato Islamico una volta sconfitto militarmente quest'ultimo. Ecco come la pensa l'autore.

 

 

Dalla stampa anglofona

 

 

Anche il Guardian si sofferma sui "boots on the ground" americani per contribuire alla riconquista di Raqqa. Il dispiegamento dei marines, dotati di artiglieria pesante, indicherebbero l'approccio più "muscolare" voluto dal presidente Trump.

 

 

Tarek El-Tablawy (Bloomberg) spiega che il governo egiziano, dopo le proteste contro la decisione di abbassare i sussidi statali per l'acquisto di pane, ha deciso una parziale marcia indietro.

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