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Rassegna stampa

Rassegna stampa dell'1 dicembre 2016

Notizie e commenti dall'Italia e dall'estero

Fabrizio Dragosei e Paolo Valentino intervistano sul Corriere della Sera il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov. Tra i temi trattati il conflitto siriano e il ruolo di Mosca in Siria.

 

 

Giordano Stabile su La Stampa intervista il ministro degli Esteri iracheno Al Jaafari: il dialogo è incentrato sul futuro di Mosul e dell'intero Iraq.

 

 

Dopo mesi di trattative l'OPEC è riuscita a trovare un accordo sulla riduzione della produzione di petrolio, ottenendo il via libera di Iran e Iraq e una promessa della Russia, paese non-OPEC, di ulteriore riduzione di 600mila barili al giorno. Tuttavia, scrive Sissi Bellomo sul Sole 24 Ore, "la storia ha insegnato a non fidarsi dell’Opec e tanto meno delle promesse di collaborazione ai tagli da parte della Russia".

 

 

L'Italia ha ritirato la richiesta di estradizione dalla Norvegia di Najmaddin Faraj Ahmad, meglio noto come Mullah Krekar, implicato in un'indagine italiana antiterrorismo, sospettato di essere al vertice di una rete jihadista curda ritenuta legata allo Stato Islamico, che avrebbe progettato attentati in Occidente e puntato a rovesciare il governo del Kurdistan iracheno per instaurarvi il califfato (Repubblica).

 

 

Dalla stampa anglofona

 

 

Sam Heller (The Century Foundation) analizza la situazione nel territorio governato dai ribelli a Idlib, Siria. I ribelli tentano di dimostrare che esiste un'alternativa al governo di Assad, ma le lotte interne alle fazioni e il ruolo degli sponsor esteri stanno facendo fallire il tentativo.

 

 

Roy Gutman (The Daily Beast) critica la volontà di Donald Trump di collaborare con Assad per sconfiggere Isis: secondo Gutman il presidente eletto è mal informato e dimentica il ruolo di Assad nel favorire la crescita del gruppo di Al-Baghdadi.

 

 

Sudarsan Raghavan sul Washington Post descrive la terribile situazione umanitaria in Yemen. Alcuni genitori sono costretti a decidere se utilizzare i pochissimi soldi a disposizione per portare un figlio malato in ospedale oppure se tenere i soldi per comprare gli alimenti per gli altri figli.

 

 

Dalla stampa francofona

 

 

Domani il re del Marocco sarà in visita ufficiale in Nigeria che però, scrive Le Desk, riafferma il suo sostegno al fronte Polisario.

 

 

Le Point fa il punto sulla conferenza internazionale tenutasi in Tunisia in questi giorni: sono stati numerosi gli annunci di cooperazione e di aiuti a Tunisi.

 

 

Oltre mille migranti che hanno ottenuto l'asilo in Francia saranno ospitati per un periodo tra i tre e i 12 mesi nelle case di alcuni cittadini che si sono offerti volontari (La Croix).

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