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Rassegna stampa

Rassegna stampa dell'11 febbraio 2016

Notizie e commenti dall'Italia e dall'estero

Dalla stampa italiana

 

 

La previsione di Repubblica, con i dati della startup Datatellers: "se nel Mediterraneo dovessero arrivare, nei prossimi mesi, tanti profughi quanti ne sono sbarcati in Grecia e Italia nel 2015, i centri di identificazione e smistamento sarebbero al collasso dopo un solo giorno, soprattutto in estate".

 

 

L'offensiva su Aleppo in Siria ha causato la fuga di almeno 50.000 persone dalla città. Oggi il segretario di Stato Usa John Kerry incontra l'omologo russo Lavrov per discutere un cessate il fuogo (La Stampa).

 

 

In Iraq i cristiani e le altre minoranze del Paese hanno boicottato la “Conferenza sulla coesistenza pacifica”; il Patriarca Sako: siamo stanchi di inutili parole (Fides).

 

 

Dalla stampa anglofona

 

 

Nel suo editoriale sul New York Times, Thomas Friedman mette in guardia il prossimo presidente americano, chiunque sarà. Dopo aver passato in rassegna la situazione delle principali crisi mediorientali avverte: il Medio Oriente con cui avrà a che fare il nuovo presidente sarà completamente diverso da quello con cui si confronta Obama.

 

 

Dopo le polemiche sull'utilizzo della parola "apostati" da parte di John Kerry per descrivere i militanti di Isis, dal Dipartimento di Stato filtrano voci che correggono il tiro: non è stata la scelta migliore, ma Kerry voleva solo dire chiaramente che Isis non rappresenta tutto l'Islam (Washington Post).

 

 

Hassan Khomeini (nipote del leader della rivoluzione islamica) che era stato estromesso dalle elezioni per l'Assemblea degli Esperti in Iran, ha perso anche il ricorso e nonostante l'endorsment dell'influente ex presidente Rafsanjani non potrà candidarsi alle elezioni (BBC).

 

 

Su Al-Monitor un'intervista con Ako Shawais, rappresentante della minoranza Kakai nella piana di Ninive. Una minoranza divisa al suo interno circa il tipo di religione praticata: c'è chi ritiene faccia parte dell'Islam e chi invece, come Ako Shawais, pensa che sia una religione completamente diversa.

 

 

Dalla stampa francofona

 

 

Le Parisien annuncia che alcuni responsabili e fedeli della moschea di Lagny, in Francia, sarebbero nel mirino dei servizi segreti per sospetta radicalizzazione.

 

 

Secondo Jim Al-Khalili (Le Monde), professore di fisica teorica all'università di Surrey nel Regno Unito, i paesi musulmani dovrebbero riscoprire lo studio delle scienze e della tecnologia. Questi paesi spendono in media meno dello 0.5% del loro PIL in ricerca e sviluppo.

 

 

La Lega Maronita libanese ha denunciato il crescente disequilibrio tra i diversi gruppi nel Paese, la cui amministrazione si basa sul bilanciamento delle rappresentanze pubbliche tra sunniti, sciiti e maroniti (L'Orient le Jour)

 

 

Si tiene oggi un summit a Monaco tra gli stati coinvolti nella guerra in Siria. Sembrerebbe, dice An-Nahar, che la Russia sarebbe disposta a un cessate il fuoco.

 

 

La Tunisie Numerique ha pubblicato la notizia dello smantellamento di una cellula terrorista legata ad alcune milizie libiche.

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