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Rassegna stampa

Rassegna stampa dell'11 novembre 2016

Notizie e commenti dall'Italia e dall'estero

Dalla stampa italiana

 

 

Riccardo Redaelli su Avvenire ipotizza quale potrà essere la politica di Trump verso il Medio Oriente: "quale che siano le sue decisioni, ciò che il nuovo presidente dovrà capire in fretta è che il Medio Oriente richiede tempo, pazienza e conoscenze per comprendere una regione di straordinaria complessità".

 

 

Guido Olimpio sul Corriere della Sera descrive come Isis sta difendendo Mosul, organizzando la resistenza su cerchi concentrici: il "velo" più esterno affidato a una resistenza più "leggera" che si inasprisce man mano che gli attaccanti si avvicinano al centro della città.

 

 

Un articolo di AsiaNews indaga sulle ragioni del raffreddamento delle relazioni tra Il Cairo e Riyadh. Secondo AsiaNews all'origine della crisi tra i due paesi c'è la volontà saudita di risparmiare liquidità interrompendo il sostegno economico all'Egitto.

 

 

Svanito l’«effetto Trump», scrive Sissi Bellomo sul Sole 24 Ore, il petrolio torna ad essere condizionato dagli scenari sul vertice Opec di fine mese: se l’Organizzazione riuscirà a mettere in pratica gli accordi di Algeri, ha sottolineato l'Agenzia internazionale per l’energia, c’è il rischio che i prezzi subiscano una nuova caduta.

 

 

Il Patriarcato di Babilonia, scrive l'agenzia Fides, sta studiando il progetto per la creazione di un "Consiglio delle Chiese in Iraq" che riunisca tutte le Chiese e le comunità ecclesiali presenti sul territorio iracheno, e possa essere riconosciuto come organismo unitario in grado di interagire anche con il governo centrale e i poteri politici e amministrativi locali.

 

 

Dalla stampa francofona

 

 

Ancora reazioni all'elezione del neo presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Tel Quel, settimanale marocchino, pubblica oggi online le reazioni dei politici del Marocco: chi è spaventato, chi fiducioso e chi preferisce non esprimersi.

 

 

Si tengono in questi giorni a Marsiglia, Francia, gli "Incontri di Averroè". Tavole rotonde e seminari, scrive Libération, per parlare del Mediterraneo e delle sfide in corso, specialmente quella migratoria, ma soprattutto per tirare delle linee guida sul futuro.

 

 

In Egitto, è stata indetta per oggi una manifestazione piuttosto misteriosa. L'Orient le Jour riporta che l'organizzatore non è tra i partiti politici o i gruppi conosciuti, anche se i Fratelli Musulmani sono stati i primi a sostenerla. Non si sa tuttavia se avverrà o meno, ma Orient XXI ne approfitta per disegnare un quadro completo della situazione egiziana, scossa dal fermento politico, economico e sociale.

 

 

Can Dündar, ex capo redattore del quotidiano turco di opposizione Cumhuriyet ora in esilio, è stato proclamato cittadino onorario di Parigi, riporta Le Monde. Il giornalista condanna pubblicamente le purghe del presidente Erdogan e racconta una Turchia in cui nessuno può più stare tranquillo.

 

 

Dalla stampa anglofona

 

 

Betsy Woodruff sul Daily Beast esprime la preoccupazione per i minori entrati negli Stati Uniti illegalmente ma protetti dalla deportazione da un decreto del presidente Obama: Trump ha più volte espresso la sua posizione volta a cambiare le regole dell'immigrazione.

 

 

Doualy Xaykaothao su NPR racconta la storia di Ilhan Omar, una musulmana somala, arrivata come rifugiata negli Stati Uniti e ora eletta alla Camera dello stato del Minnesota.

 

 

Aidan Lewis (Reuters) spiega quali potrebbero essere gli effetti della vittoria di Donald Trump sulla situazione in Libia. E' probabile che l'abbandono della Casa Bianca da parte dei democratici porti alla cessazione del sostegno a Fayez al-Serraj.

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