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Rassegna stampa

Rassegna stampa dell'8 settembre 2016

Notizie e commenti dall'Italia e dall'estero

Dalla stampa italiana

 

 

Marco Mathieu su Repubblica intervista Karim Franceschi, italiano di 27 anni che ha passato più di sei mesi nel Rojava a combattere insieme alle milizie YPG contro Isis, partecipano alla liberazione di Kobane: "chi va lì a combattere sente un legame diretto con l'esperienza delle brigate internazionali della Guerra di Spagna. La scelta è profondamente politica".

 

 

La Gran Bretagna costruirà una barriera anti-immigrazione nel porto francese di Calais, per impedire ai migranti di salire sui camion diretti a Dover: lo ha annunciato il Ministero degli Interni britannico (Avvenire).

 

 

Matteo Matzuzzi su Il Foglio spiega su cosa si basano le accuse rivolte al patriarca Bartolomeo I dal quotidiano turco Aksam che "parla di una sorta di triade che avrebbe cospirato contro il legittimo governo: Gülen, la Cia e il Patriarcato".

 

 

L'autopsia effettuata sul corpo di Giulio Regeni, scrivono su Repubblica Carlo Bonini e Giuliano Foschini, mostra in maniera evidente i segni della tortura. Partiranno da qui le discussioni tra il procuratore Pignatone e i cinque investigatori egiziani in Italia in questi giorni.

 

 

Dalla stampa francofona

 

 

Robin Verner, giornalista di Slate, ha letto il primo numero di Rumiyah, la nuova rivista pubblicata e diffusa dallo Stato Islamico, e ne parla ai suoi lettori. Tradotta in otto lingue, questa edizione avrebbe lo scopo di rifondare una nuova propaganda dopo la morte del portavoce di Isis, Abou Mohamed al-Adnani.

 

 

Mentre oggi i capi della diplomazia russa e statunitense, Lavrov e Kerry, si incontrano a Ginevra per parlare di Siria, ieri a Londra l'opposizione siriana faceva lo stesso. L'Orient le Jour riporta che rappresentanti dell'opposizione hanno proposto una roadmap con le loro condizioni per la fine della guerra, tra cui c'è l'esclusione di Bashar al-Assad dal futuro governo.

 

 

Lo Stato Islamico in Libia ha subito l'offensiva dell'esercito di Tripoli e Sirte non è più la roccaforte libica dell'organizzazione. Questo passo in avanti nel Paese, scrive El Watan, ha però un risvolto negativo sulla confinante Algeria, che ha rafforzato i controlli alla frontiera e teme infiltrazioni jihadiste.

 

 

Crescono le tensioni tra Iran e Arabia Saudita per la leadership del mondo musulmano, in occasione dell'annuale pellegrinaggio a La Mecca. L'Express ha chiesto delucidazioni a Clément Therme, ricercatore all'Institut international d'études stratégiques (IISS), specialista di politica estera iraniana.

 

 

Dalla stampa anglofona

 

 

Che fine fanno gli sfollati che riescono a fuggire dalla violenza di Boko Haram, ma non possono tornare alle loro case, nè alle loro famiglie? Lo racconta International Organization for Migration attraverso Shorthand .

 

 

Secondo quanto riporta Foreign Policy un gruppo bipartisan di senatori statunitensi sta per proporre una mozione che condanni ed eventualmente blocchi la vendita di armi americane all'Arabia Saudita. Il motivo dell'opposizione sono i crimini commessi dai sauditi nella guerra in Yemen.

 

 

A Londra il gruppo High Negotiations Committee che riunisce alcune delle forze che si oppongono a Bashar Assad in Siria ha presentato un nuovo piano per porre fine alla guerra. Il piano prevede che Assad lasci il potere e questo, ritiene Jeremy Bowen (BBC), è il motivo per cui il piano è destinato a fallire: Assad è più al sicuro oggi a Damasco che negli scorsi anni, e quindi non sarà disposto a farsi da parte.

 

 

Da quanto il Bundestag si è espresso dichiarando che quello armeno è stato un genocidio i rapporti tra Turchia e Germania sono molto tesi: Politico ripercorre le tante piccole crisi tra i due paesi, mostra i tentativi di Angela Merkel di ricucire con Erdogan e spiega perché Ankara e Berlino "non sono amici, ma alleati".

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