close_menu
close-popup
image-popup

Lingue disponibili:
close-popup
Paypal
Carta di credito
abbonati
Cristiani nel mondo musulmano

«Una testimonianza fatta di non molte parole, ma di una vita semplice, vissuta con fede»

Con queste parole S.E. Mons. Luigi Padovese ricordava, durante la seconda Assemblea Ecclesiale del Patriarcato di Venezia nell’ottobre scorso, la figura di don Andrea Santoro, il sacerdote assassinato in Turchia nel 2006. Queste stesse parole crediamo di dover applicare a Mons. Padovese, ucciso oggi, in circostanze ancora non chiare, a Iskenderun, dove risiedeva come Vicario Apostolico dell’Anatolia.

 

 

Nell’intervento, che riproponiamo integralmente da Oasis, Mons. Padovese delineava la centralità della categoria di testimonianza, «che fonda e precede l’annuncio, anzi è il primo annuncio». «Se, come è avvenuto nei decenni passati, accettassimo come cristiani di non comparire, restando una presenza insignificante nel tessuto del paese, non ci sarebbero difficoltà, ma stiamo rendendoci conto che [...] è una strada senza ritorno, che non fa giustizia alla storia cristiana di questi paesi nei quali il Cristianesimo è nato e fiorito; è una strada che non farebbe giustizia alle migliaia di martiri che in queste terre ci hanno lasciato in eredità la testimonianza del loro sangue».

 

Proprio alla tentazione di un cristianesimo anonimo, Mons. Padovese opponeva la scelta di una coraggiosa testimonianza di vita e di parole e commentava: «Ultimamente proprio le tragiche morti di don Andrea, del giornalista armeno Hrant Kink, dei tre missionari protestanti di Malatia come altri episodi registrati dalla stampa locale e internazionale, hanno portato alla ribalta la realtà di un Cristianesimo che in Turchia esiste ancora e reclama pieno diritto di cittadinanza».

 

Pieno diritto di cittadinanza che per Mons. Padovese significava due gesti simbolici da parte del governo turco: la riconsegna di una chiesa a Tarso, luogo natale di San Paolo, e la riapertura dei seminari per la formazione del clero, un problema soprattutto grave per le chiese orientali, attualmente condannate a «una lenta estinzione».

 

«Chi incontra Cristo non può fare a meno di annunciarlo, sia con la vita che con le parole». È questa la testimonianza che ci lascia oggi Mons. Padovese.

 

Qui il testo integrale

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato

Per approfondimenti e analisi abbonati alla nostra rivista semestrale