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Rassegna stampa

Yemen: il colera colpisce un milione di persone

[Shutterstock.com]

Rassegna stampa italiana ed estera del 27 dicembre 2017

Dalla stampa italiana

 

Gli agenti della Digos hanno arrestato a Malpensa una donna marocchina nazionalizzata italiana di 35 anni. L’arresto è avvenuto il 23 dicembre su mandato internazionale della Corte d’appello di Parigi mentre la donna rientrava dalla Siria, dove era andata con i suoi tre figli piccoli per amore di un combattente di Isis che aveva conosciuto via chat (Rainews).

 

Davide Lerner (La Stampa) intervista la sindaca di Gaziantep, Fatma Şahin, ex ministro di Erdogan e ora prima cittadina di un capoluogo che ospita oltre 400.000 rifugiati. “Ora che [la Turchia] ha messo la zona [di confine] in sicurezza è importante che i siriani comincino a ritornare: lasciare dei territori sgombri significa offrirli a organizzazioni terroristiche come Daesh, che prosperano là dove ci sono vuoti di potere” ha affermato Fatma Şahin.

 

Luca Miele (Avvenire) si sofferma sulla crisi umanitaria in Yemen. La morte, si legge, arriva “dal cielo, dai raid, dalle bombe come ‘certificato’, tragicamente, anche ieri: almeno 71 persone sono rimaste uccise, nel giro di 48 ore, nelle incursioni della coalizione a guida saudita”, ma anche in modo più subdolo: il numero di casi di colera nel Paese ha raggiunto il milione.

 

Continua la situazione di instabilità in Libia: un’esplosione ha coinvolto un importante oleodotto che porta al terminal di Sidra, sulla costa libica sul mediterraneo. Secondo fonti libiche si è trattato di un attentato, che ha causato anche un immediato rialzo dei prezzi del greggio, scrive Repubblica.

 

Dalla stampa anglofona

 

L’Est della Libia organizzerà una conferenza in marzo per ricostruire Bengasi. Le autorità dell’Est del Paese hanno annuniciato l’idea di una conferenza per raccogliere sostegno nella ricostruzione della seconda città del Paese che è stata pesantemente danneggiata dai combattimenti tra le sue forze militari e i miliziani islamisti (Reuters).

 

L’Arabia Saudita blocca la squadra di Israele dal campionato di scacchi. Israele è stato lasciato fuori dalla World Chess Championships, iniziata martedì a Riad, dopo che i suoi giocatori non hanno ricevuto i visti per l’evento (The New York Times).

 

Khaled Ali: improbabile rivale del presidente egiziano. Ali è uno dei quattro candidati ad aver dichiarato l’intenzione di correre contro Abdel Fatah al-Sisi alle prossime elezioni (the Guardian).

 

Dalla stampa francofona

 

La questione del finanziamento del terrorismo da parte del Qatar resta al centro della crisi che da giugno scuote la regione del Golfo. Nell’occhio del ciclone, il Qatar è stato oggetto delle critiche per la sua politica accomodante verso i gruppi sunniti radicali, in particolare verso il Fronte Al-Nusra. Su Orient XXI, l’analisi di Nabil Ennasri.

 

"Leoncini del califfato", così vengono chiamati i bambini orfani diventati combattenti dello Stato Islamico. Nel nord-est della Siria le autorità curde hanno aperto un centro di deradicalizzazione che accoglie una cinquantina di bambini soldato. Il reportage su L’Orient-Le Jour.

 

L’integrazione delle milizie, una sfida per lo Stato iracheno. Con la fine dei combattimenti contro lo Stato Islamico proclamata lo scorso 9 dicembre, il primo ministro Haïder Al-Abadi spera di ridurre il numero e l’influenza dei combattenti sciiti che hanno lottato a fianco delle forze di Stato (Le Monde – edizione abbonati).

 

Dopo gli Stati Uniti, il Guatemala ha annunciato domenica il trasferimento dell’ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme e sembrerebbe che non sia l’unico Paese a voler fare questo passo (Le Figaro).

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