pdf, su iTunes, su Amazon, sul sito di Marcianum Press." /> pdf, su iTunes, su Amazon, sul sito di Marcianum Press.">
close_menu
close-popup
image-popup

Lingue disponibili:
close-popup
Paypal
Carta di credito
donazioni
Classici

Il potere come obbedienza

All’interrogativo sul potere il Nuovo Testamento risponde nella persona del Figlio di Dio che non respinge, ma tratta il potere umano come una realtà iscritta nella creazione. Con una deriva possibile: sollevarsi contro Dio. Una scelta alla quale Gesù contrappone l’umiltà, via di liberazione dall’incantamento del dominio. Questo articolo è un'anticipazione del numero 20 di Oasis. La rivista è disponibile in pdf, su iTunes, su Amazon, sul sito di Marcianum Press.

Che l’uomo abbia un potere e nel suo esercizio esperimenti una singolare soddisfazione, non è un aspetto eccezionale della esistenza, ma è connesso, o almeno può essere connesso, alle sue attività ed alle sue condizioni abituali; anche a quelle che a prima vista non sembrano avere alcun legame con il carattere del potere.
È evidente che ogni atto dell’agire e del fare, del possedere e del godere genera la coscienza immediata di disporre di un potere. Lo stesso si può dire di tutti gli atti vitali. Ogni attività in cui si esplichi l’immediatezza vitale è esercizio di potere e come tale viene avvertita… Analogamente si potrebbe dire dell’esercizio del conoscere. Per sé esso significa la capacità di penetrare dentro ciò che è con lo sguardo e con l’intelletto; ma colui che conosce sperimenta la forza che dal conoscere gli deriva. Egli sente di «divenire consapevole della verità», e il sentimento può trapassare in quello di «essere padrone della verità». […]

A immagine di Dio


Per una più profonda conoscenza del potere è importante ciò che la Rivelazione dice della sua natura. Ne ritroviamo i presupposti, già all’inizio dell’Antico Testamento, là dove si parla dell’essenziale destino dell’uomo. Dopo il racconto della creazione del mondo, nel primo capitolo del Genesi si legge:

E Dio disse: facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra. Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse loro: ‘Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra’ (Gen 1,26-28).

E nella seconda narrazione della creazione si legge:

Allora il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente (Gen 2,7).



La versione integrale di questo articolo si trova nella rivista numero 20 di Oasis. La rivista è disponibile in pdf, su iTunes, su Amazon, sul sito di Marcianum Press.

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato

Autorizzo l’utilizzo dei miei dati dopo aver letto e accettato le condizioni di utilizzo del servizio ai sensi della D.LGS. 196/2003

For insights and analysis subscribe to our biannual journal