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Rassegna stampa

Rassegna stampa del 24 dicembre 2015

Notizie e commenti dalla stampa italiana ed estera

Dalla stampa italiana

Mercoledì 23 dicembre, il Consiglio di Sicurezza ha riconosciuto l'accordo firmato tra i Paesi membri delle Nazioni Unite e la Libia per formare un governo di unità nazionale. L'ambasciatore libico all'Onu ha rivelato a Paolo Mastrolilli (La Stampa) che alcuni paesi europei, compresa l'Italia, si starebbero preparando a bombardare l'Isis a Sirte.

Cosa sta succedendo in Libia e che importanza ha per lo Stato Islamico, lo spiega Maurizio Molinari.

Natale senz'acqua ad Aleppo. Avvenire diffonde l'appello dei Francescani della città, al cui pozzo attingono sia fedeli cristiani, sia musulmani.

Sul Foglio Jean-Pierre Darnis si chiede chi entrerà per primo in Libia? Parigi prepara la missione in Libia ma è scocciata dalla poca solidarietà dell’Italia dopo gli attacchi.

Sul Corriere, le parole del presidente americano Obama a sostegno dei cristiani in Medio Oriente, che questo Natale saranno costretti a mantenere il silenzio.

Riproponiamo un video reportage de Il Giornale del 13 dicembre sulle donne a Mogadiscio, Somalia.

Dalla stampa anglofona

Sarà un Natale triste a Betlemme, racconta il Washington Post. Nella città natale di Gesù, le autorità hanno imposto un ridimensionamento dei festeggiamenti, in rispetto ai defunti dei recenti scontri.

Il Washington Institute for Near East Policy sottolinea che l'accordo sul nucleare non è sufficiente per ritrovare la stabilità economica in Iran.

Funzionari e diplomatici americani e arabi hanno rivelato che da anni l'amministrazione Obama stringeva accordi segreti con il presidente siriano Bashar al-Assad. Tuttavia, secondo il Wall Street Journal, la comunicazione tra i due Stati è sempre stata irregolare e inefficace.

Natale halal in una famiglia americana fuori dagli schemi: l'antidoto perfetto alla politica di Donald Trump (The Washington Post).

Dalla stampa francofona

Continua l'offensiva francese in Mali. Le Parisien riporta l'accusa di irregolarità da parte delle autorità locali all'esercito francese.

Algeria: circa un milione di posti di lavoro sono stati tagliati a causa della crisi provocata dalla caduta del prezzo del petrolio. Le Figaro: "rischio d'infiammazione sociale".

Jeune Afrique: premio postumo statunitense al re Mohammed V (Marocco) per l'impegno interculturale, in particolare con la comunità ebraica.

La compagnia aerea malese Rayani Air diventa "sharia-friendly". L'Express racconta come.

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