Una guida ai fatti della settimana nel Mediterraneo allargato e nel mondo musulmano attraverso la stampa internazionale

Ultimo aggiornamento: 24/07/2026 16:39:37

L’escalation nella guerra tra Stati Uniti e Iran non accenna a fermarsi. Questa settimana Washington ha proseguito gli attacchi contro la Repubblica Islamica, mentre Teheran ha risposto colpendo le basi americane in Kuwait, Bahrein e soprattutto in Giordania: qui l’efficacia del bombardamento sulla stazione della CIA ha sollevato interrogativi sul sostegno d’intelligence che potrebbe aver fornito la Russia. Nel mirino iraniano sono finite anche alcune petroliere che hanno tentato di attraversare lo Stretto di Hormuz. Mentre il presidente americano Donald J. Trump minaccia nuovi e devastanti attacchi – ai quali l’Iran ha fatto sapere che risponderebbe colpendo Israele e le infrastrutture energetiche dei Paesi arabi del Golfo – il prezzo del petrolio ha superato i 100 dollari al barile, scontando la preoccupazione per la ripresa dei combattimenti in Yemen e per un possibile blocco dei traffici nel Mar Rosso. Ed è proprio in questo quadro che Stati Uniti e Arabia Saudita hanno firmato un accordo che permetterà a Riyad di sviluppare un proprio programma nucleare, senza molti dei vincoli imposti ad altri Paesi.

Come ha scritto Mohamad Bazzi sul Guardian, «Trump si è ritrovato intrappolato in un circolo vizioso senza fine fatto di bombardamenti ed escalation militare»: finora il presidente non è riuscito a tradurre la superiorità militare americana in un accordo politico favorevole e duraturo. Al contrario, l’ipotesi di un’operazione di terra sembra farsi strada. Ne ha scritto Amwaj Media, sottolineando come i circoli ultraconservatori iraniani stiano approfittando della situazione per attacontinua a leggere

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