Una guida ai fatti della settimana nel Mediterraneo allargato e nel mondo musulmano attraverso la stampa internazionale

Ultimo aggiornamento: 31/07/2026 16:51:51

Questo è l'ultimo Focus attualità prima della pausa estiva. Focus e rassegna della stampa araba torneranno il 28 agosto. Auguriamo a tutti i nostri lettori una buona estate!

 

Vista dall’Europa, l’irruzione di migliaia di giovani marocchini nell’exclave spagnola di Ceuta è la riedizione di una “crisi” migratoria che periodicamente investe il Vecchio Continente. Vista dal Marocco, è invece la rappresentazione plastica di un Paese che viaggia a diverse velocità e, nonostante il notevole sviluppo economico e infrastrutturale degli ultimi anni, deve fare i conti con numerose contraddizioni interne. Sullo sfondo di queste letture, emergono però tensioni internazionali e calcoli geopolitici.

Il giorno stesso del grande esodo, in Marocco si celebrava la “Festa del Trono”, l’anniversario dell’ascesa al trono dell’attuale monarca Mohammed VI, avvenuta il 30 luglio del 1999. Come da tradizione, la sera precedente alle celebrazioni il re ha pronunciato un discorso nel quale ha tracciato un bilancio dell’azione condotta durante il suo regno e fissato le priorità politiche, sociali ed economiche per il futuro. Nel suo intervento, Mohammed VI ha insistito in particolare sulla stabilità politica e istituzionale del Marocco, presentata come «una variabile chiave nell’equazione dello sviluppo», e si è poi soffermato sulla crescita industriale conosciuta dal Paese negli ultimi anni. Il re ha ricordato soprattutto i settori – automobili, aeronautica, energie rinnovabili e comparto agroalimentare – che rappresentano i «pilastri essenziali del tessuto produttivo nazionale», sottolineando che il Marocco è «il primo esportatore di automobili in Africa, con una capacità di produzione annuale di circa un milione di veicoli», senza dimenticare il turismo, con i venti milioni di visitatori registrati nel 2025.

Se questi dati mettono in mostra l’indiscutibile dinamismo del regno nordafricano, la grande fuga verso il miraggio europeo dimostra che non tutti beneficiano allo stesso modo di tale sviluppo. Solo nell’autunno scorso, il Marocco era stato scosso da una serie di proteste animate dal movimento GenZ 212, il collettivo giovanile sollevatosi contro le gravi carenze dello Stato in materia di sanità, istruzione e servizi sociali. Tuttavia, i numeri e le modalità dell’irruzione (si parlcontinua a leggere

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