Una guida ai fatti della settimana nel Mediterraneo allargato e nel mondo musulmano attraverso la stampa araba

Ultimo aggiornamento: 17/04/2026 14:03:29

Com’era prevedibile, l’annuncio della tregua nel conflitto in Iran ha dominato la scena mediatica araba, suscitando però letture profondamente divergenti, se non opposte. Per i quotidiani sauditi la tregua rappresenta una vittoria dell’America, per quelli emiratini, invece, il cessate il fuoco solleva più interrogativi di quanti ne risolva e non affronta le cause profonde della crisi. I media filo-qatarioti puntano il dito contro Trump, accusandolo di aver trascinato il mondo sull’orlo dell’abisso con il suo temperamento impulsivo e imprevedibile.

Se fino a poco tempo fa il regime iraniano «si vantava di controllare quattro capitali arabe e di essere il vero leader del mondo islamico, nelle ultime settimane si è ritrovato a spegnere con secchi d’acqua l’incendio divampato in casa sua e propagatosi in tutte le sue stanze», commenta Mashari Althaydi su al-Sharq al-Awsat.

«Tra la retorica e la realtà c’è un grande distanza, ed è proprio questa distanza a rivelare la verità di quanto è accaduto: l’Iran non ha vinto, è stato sconfitto, anche se per ora non vuole ammetterlo», osserva sullo stesso quotidiano Zayd bin Kami, vicedirettore dei canali satellitari sauditi al-‘Arabiyya e al-Hadath. Teheran si è trovata davanti a un bivio: proseguire lo scontro o accettare una tregua imposta. Aver scelto la tregua equivale ad ammettere che il costo dello continua a leggere

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