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Confini che ci cambiano. Europa e Islam dopo gli attentati di Parigi

Il Cardinal Angelo Scola

[Estratto dell'e-book Europa e Islam: attualità di una relazione]

 

 

«Si può dire che oggi non viviamo un’epoca di cambiamento quanto un cambiamento d’epoca. Le situazioni che viviamo oggi pongono dunque sfide nuove che per noi a volte sono persino difficili da comprendere. Questo nostro tempo richiede di vivere i problemi come sfide e non come ostacoli: il Signore è attivo e all’opera nel mondo» (Visita del Santo Padre Francesco a Prato e Firenze in occasione del 5° Convegno Nazionale della Chiesa Italiana – Incontro nella Cattedrale di Firenze con i partecipanti al Convegno Ecclesiale Nazionale, 10 novembre 2015).

 

 

Queste parole che Papa Francesco ha pronunciato al convegno ecclesiale di Firenze solo poche settimane orsono assumono tutto il loro spessore dopo gli orribili attentati che hanno colpito, nel giro di qualche giorno, l’Egitto, il Libano, Parigi, il Mali, la Tunisia e la cui ombra sinistra si stende ora anche sul nostro Paese e sulla nostra città. «Non un’epoca di cambiamento, quanto un cambiamento d’epoca»: ormai è intuitivamente chiaro a tutti il contenuto di questa espressione.

 

Nei dibattiti-fiume che hanno seguito Parigi, si sono intrecciati temi molto diversi e che, pur collegati, non vanno confusi: solo per citarne alcuni, il terrorismo islamista e la minaccia alla sicurezza in Europa; il rapporto con i musulmani in Europa; la questione dei profughi; la situazione geopolitica in Medio Oriente; la necessità di una riforma del discorso religioso islamico. L’incontro di questa sera, logicamente, non ha avuto la pretesa di fornire una risposta a tutti questi quesiti, alcuni dei quali ci accompagneranno per diversi decenni.

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