Una guida ai fatti della settimana nel Mediterraneo allargato e nel mondo musulmano attraverso la stampa araba

Ultimo aggiornamento: 18/09/2026 15:24:15

Questa settimana i media arabi hanno dedicato ampio spazio alla nuova escalation nella penisola arabica, segnata da un’intensificazione degli attacchi da parte degli Houthi che è arrivata a mettere a rischio la sicurezza di Mecca. L’operazione tentata dalla milizia yemenita – sventata dalle Forze di difesa aerea saudite, che hanno intercettato il drone diretto contro la città santa dell’Islam prima che questo entrasse nello suo spazio aereo – ha suscitato moltissime condanne, provenienti sia dagli Stati arabi che da diverse istituzioni e autorità islamiche. La moschea-università di al-Azhar ha definito l’azione degli Houthi un «crimine efferato», sottolineando che la sicurezza di Mecca e Medina «non è una questione politica o regionale, ma una questione che tocca la dottrina (‘aqida) di tutta la comunità islamica». Il Gran Mufti del Libano, Sheikh Abdul Latif Derian, ha invitato gli imam di tutte le moschee libanesi a dedicare il sermone della preghiera di venerdì 18 settembre al tentativo di esportare la guerra nei luoghi santi.

Giovedì 17 settembre il quotidiano nazionale saudita al-Riyadh ha dedicato a questo tema un lungo editoriale, sottolineando come i luoghi sacri dell’islam «debbano rimanere al di fuori delle considerazioni militari e politiche». Il significato religioso della Mecca fa sì che «qualsiasi minaccia nei suoi confronti si configuri come un atto di aggressione che oltrepassa i confini dello Stato e coinvolge tutti i musulmani, la cui fede è profondamente legata alla città santa». Secondo continua a leggere

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